primi dati sul 2021

Tessitura italiana: l'inversione di tendenza è iniziata a marzo

Primi segnali positivi per la tessitura italiana nei mesi di marzo e aprile 2021, in cui la produzione di tessuti a maglia, in particolare, ha registrato un +25% rispetto a due anni fa.
Nei primi tre mesi dell’anno restano ancora in territorio negativo le esportazioni (-21,6%), anche se per le stoffe a maglia, cotoniere e liniere rallenta il tasso di caduta. Intanto l’import si riduce dell’8,7%. Il saldo commerciale resta positivo per circa 242 milioni di euro.
Considerando l’andamento dell’indice Istat sulla produzione industriale (corretta per gli effetti del calendario), in aprile sia la tessitura ortogonale, sia quella a maglia segnano rispettivamente un +189,4% e un +723,9% sullo stesso mese del 2020.
Dal confronto con l’aprile 2019 emergono un +24,9% per i tessuti a maglia, mentre quelli ortogonali arretrano del 21,7%. Se si considera il periodo gennaio-marzo, l'attività produttiva della tessitura ortogonale è scesa del 16,3% sull'analogo periodo del 2020, stringendo ancora la cinghia ma meno di quanto fosse accaduto nel secondo, terzo e quarto trimestre dello scorso anno.

Marzo ha avuto il ruolo di spartiacque: se, infatti, gennaio e febbraio si sono chiusi rispettivamente con un -13,8% e un -34,9%, da questo mese è cominciata la risalita (+6,4%), anche se il confronto con marzo 2019 resta impietoso (-30,1%).

Esaminando i tessuti a maglia, tra gennaio e marzo si nota una ripresa delle attività produttive (+22%), frutto del bilanciamento tra il -0,6% a gennaio, il -3,6% a febbraio e il +109,9% a marzo. 

Da un'analisi per categorie merceologiche emerge che nei tre mesi le esportazioni di stoffe laniere sono scivolate in valore del 49,3%, con una punta del -56,7% del pettinato. In flessione del 28,5% i tessuti in pura seta, mentre quelli a maglia si limitano a un -3,7%.

Andamenti differenziati tra i mercati, con la Francia in riduzione del 6,2% da un lato ma, dall'altro, la Spagna che ha già cambiato passo (+18,7%), avvicinandosi ai dati del gennaio-marzo 2019 (-0,9%).

Altre due destinazioni in controtendenza sono la Bulgaria (+4%) e lo Sri Lanka (+5,7%).

Nella foto, il salone Milano Unica oggi, 6 luglio 


a.b.
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