Primo bilancio del salone

Pitti Uomo e Bimbo: 4.900 i buyer alla rassegna (il 30% esteri). Superate le aspettative

Dopo i timori della vigilia e alcune defezioni importanti, l'edizione di Pitti Uomo con Pitti Bimbo appena conclusa ha invece superato ogni aspettativa. Al salone sono arrivati circa 4.900 compratori, di cui quasi il 30% in arrivo dall'estero. In totale il numero di visitatori si è attestato intorno alle 8mila unità.

Le cifre sono superiori all'edizione dello scorso giugno, quando il virus era molto meno virulento e la situazione sembrava andare verso la normalizzazione. Allora i visitatori erano stati 6mila in totale, di cui oltre 4mila buyer.

I primi dieci Paesi esteri per affluenza di compratori sono stati Olanda (134 buyer), Francia (134), Spagna (123), Germania (118), Gran Bretagna, Svizzera, Belgio, Turchia, Usa e Russia.

Buoni riscontri dal Nord Europa (Norvegia, Svezia, Danimarca e Finlandia, per un totale di 60 compratori), mentre si segnalaono alcune presenze significative anche da Cina, Giappone, Corea del Sud e Cina Hong Kong.

Dunque un segnale di fiducia al mercato, risultato della volontà degli organizzatori di andare avanti, nonostante i segnali negativi della vigilia, e di quella delle aziende (548 per il menswear e 170 per il bimbo) che hanno voluto essere presenti alla kermesse, nonostante le difficoltà organizzative e le preoccupazioni per la salute dei dipendenti.

«Voglio anzitutto ringraziare gli espositori che hanno creduto nel nostro lavoro e nella nostra capacità di organizzare il salone in sicurezza e secondo i consolidati standard di selezione e qualità: insieme alle nuove collezioni, si sono portati dietro energia e passione», è il commento di Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine.

«Ringrazio i compratori italiani ed esteri, che hanno deciso di muoversi e viaggiare in un momento particolarmente complicato e lo hanno fatto con lo spirito giusto, prudenti ma sereni e determinati - prosegue - ed esprimo la nostra riconoscenza verso i tanti giornalisti che si sono presentati a Firenze, perché non si sono limitati a fare cronaca, a raccontare le storie e a dare giudizi sui prodotti: piuttosto, sono stati portatori essi stessi e testimoni di un’atmosfera attiva e di comune partecipazione, di un sentimento positivo».

Napoleone ha ringraziato infine tutte le persone di Pitti «che hanno lavorato bene e duramente, i collaboratori di ogni genere, gli allestitori, i servizi cittadini, i ristoranti, gli alberghi, Firenze. È stato un appuntamento giusto e andava fatto: ci siamo tutti meritati questo Pitti».

«Se non sapessi che è in corso la pandemia, avrei detto che sono state praticamente normali giornate di fiera - ha dichiarato Claudio Marenzi, presidente di Pitti Immagine e patron di Herno -. Stand pieno, fondamentalmente abbiamo lavorato come sempre, quindi giorni estremamente positivi, in termini proprio quantitativi. Poi c’è la positività delle persone che sono venute per lavorare, con la voglia di fare e molta determinazione. Si è respirata tanta volontà di uscire da questa situazione».

c.me.
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