Produzioni a rischio

Conflitto Russia-Ucraina: la moda chiede un incontro con il ministro Orlando

marcafermana.it

Provvedimenti immediati in favore delle aziende che subiscono gli effetti diretti e indiretti del conflitto tra Russia ed Ucraina: lo chiedono le imprese del tessile-abbigliamento e delle calzature, insieme ai sindacati di categoria, in un documento inviato oggi al ministero del Lavoro.

In realtà le situazioni di crisi che Sistema Moda Italia e Assocalzaturifici (nella foto, la produzione di calzature nel distretto fermano) vogliono segnalare con i sindacati Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil sono due. La prima è relativa alle fasi produttive che richiedono un grande consumo di energia, mentre si assiste a un aumento esponenziale dei costi energetici. Di fatto, questo sta costringendo a interrompere o a limitare fortemente le lavorazioni, «per non compromettere il loro equilibrio economico, già gravemente pregiudicato dagli incrementi di costo avvenuti nei mesi scorsi».

Preoccupa inoltre la situazione di quelle aziende che esportano una parte significativa dei loro prodotti finiti in Russia e nei Paesi limitrofi che, a seguito delle sanzioni dirette e indirette (come quelle che colpiscono le transazioni finanziarie), «sono costrette a bloccare le spedizioni già pronte e a cessare la lavorazione delle commesse già acquisite».

A essere più colpite sono soprattutto le piccole e medie imprese, mentre i grandi gruppi sono più diversificati, sia per la tipologia di lavorazioni (non sempre energivore), sia per i mercati di sbocco (la Russia spesso è una percentuale modesta dell’export totale).

Nel caso di Pmi molto esposte al mercato russo, solitamente con prodotti di alta gamma, lo stop alle esportazioni nell’area non potrà, nel breve periodo, essere recuperato con l’espansione in altri mercati, «per cui il fermo produttivo diventa una necessità».

Con l’intento di salvare le imprese e i posti di lavoro, le associazioni del tessile-moda e accessori e i sindacati chiedono al Governo un ammortizzatore sociale straordinario sul modello della Cassa Covid, da mettere subito a disposizione delle aziende interessate dalle situazioni di crisi, che escluda i costi accessori (contributi addizionali) e i limiti temporali previsti per la Cig ordinaria e straordinaria.

e.f.
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