i progetti di Rinascente

Pierluigi Cocchini: «Pronti a investire nella ripresa. E a Natale vetrine per ritrovare ottimismo»

Pierluigi Cocchini resta ottimista. Anche dopo le tre settimane di lockdown imposto a Milano e Torino, Rinascente è ripartita positivamente. Il Black Friday è andato bene: «Lo abbiamo spalmato su dieci giorni, perché concentrarlo su uno solo come al solito quest’anno era impossibile, e in città come Palermo e Cagliari le vendite del 2020 sono state maggiori del 2019». 


A fornire all’amministratore delegato del department store l’occasione di fare un bilancio sull’andamento del gruppo è stata la conferenza stampa - ovviamente virtuale - sulle nuove vetrine di Natale, svelate in contemporanea a Milano e Roma (dove sono dedicate ai villaggi incantati di Lemax), oltre che a Firenze e Torino, dove invece sono protagonisti i presepi di San Gregorio Armeno. 


Alla conferenza hanno partecipato anche i sindaci di Roma, Virginia Raggi, di Torino, Chiara Appendino, e con un messaggio quello di Milano, Beppe Sala.

Le vetrine di Natale quest’anno, oltre a offrire il tradizionale momento di sogno e coinvolgimento per il cliente (le "luci di speranza" saranno accese fino al 6 gennaio), rappresentano anche l’augurio di una ripartenza dopo un 2020 molto difficile segnato dalla pandemia, con 70 giorni di lockdown totale, riapertura e ancora lockdown. 

Far quadrare i conti della stagione in corso è praticamente impossibile, anche perché a mancare sono stati e sono i turisti, non solo quelli internazionali ma anche quelli italiani che, complessivamente, valevano circa un terzo del business di Rinascente. 

«Oggi il nostro parco clienti è rappresentato solo da locali e residenti, una categoria che abbiamo sempre tenuto in seria considerazione, come dimostrano i quasi 3 milioni di persone in possesso della Rinascente Card - spiega Cocchini -. La fidelizzazione è un aspetto molto positivo, ma l’assenza di turisti ci penalizza. Speriamo di registrare i primi segnali di miglioramento sul fronte dei flussi dall’estero nella seconda parte del 2021, ma tutto dipenderà dai vaccini. Di una cosa però siamo certi: quando la situazione si normalizzerà, ripartiremo alla grande».

A sostenere i conti del grande magazzino (800 milioni di fatturato nel 2019, grazie ai nove punti vendita in Italia), da giugno c’è anche il canale e-commerce. «La partenza è stata travagliata, ma non ci possiamo lamentare - sottolinea l'a.d. di Rinascente -. Abbiamo debuttato con il sito, che però non è ancora a regime e deve ancora risolvere alcuni problemi logistici, ma sono già in linea 800 brand e 50mila prodotti».

«Anche se ci abbiano investito molto, e continueremo a farlo - precisa - questo sarà sempre un canale accessorio, che completa l’esperienza di Rinascente e che vive della reputazione e dell’immagine dei nostri negozi fisici». 


Rinascente nei primi sei mesi del 2020 aveva registrato una flessione delle vendite tra il -30 e -40% e le attese erano tutte rivolte al quarto trimestre dell’anno, tradizionalmente più forte, che però è stato impattato dal nuovo lockdown parziale. «Alla riapertura quest’estate - fa il punto Cocchini - ci siamo attestati su fatturati molto buoni mese su mese, con volumi di acquisti superiori alle nostre aspettative. Se non ci fosse stata la seconda ondata avremmo potuto recuperare bene ma alla fine credo che chiuderemo, come previsto, con un calo compreso tra il -30 e il -40%».

Nonostante la crisi, però, tutti gli investimenti già in agenda sono rimasti in piedi. «Non solo ne abbiamo cancellato neanche uno - chiosa Cocchini - ma siamo riusciti anche a rispettare i tempi previsti. A Milano abbiamo rifatto i tre piani dedicati alla donna, mentre a metà dicembre inaugureremo il piano terra del negozio di Firenze, concludendo così il lungo progetto di restyling, mentre tra pochi giorni partirà il cantiere di Roma Fiume, che durerà tre anni e partirà dall’ultimo piano dedicato al food e dal piano terra».

an.bi.
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