pulse of the fashion industry

Essere sostenibili fa crescere l'ebit

Circa un terzo dell'industria internazionale del fashion deve ancora investire in modo adeguato sulle proprie performance ambientali e sociali: lo rivela l'edizione 2018 del rapporto Pulse of the Fashion Industry, realizzato dalla Global Fashion Agenda (Gfa) e da The Boston Consulting Group (Bcg). Ma la maggioranza si sta impegnando e i conti ne beneficeranno.

 

L'anno scorso il "polso" della sostenibilità, secondo la ricerca di 124 pagine, è stato pari a 38 punti su 100: c'è ancora molto da fare, ma si tratta di sei punti in più rispetto allo scorso anno.

 

Il 52% degli executive interpellati ha detto che gli obiettivi sociali e ambientali sono stati un principio guida importante per quasi tutte le decisioni strategiche: la percentuale nel 2016 era del 34%.

 

Il fatto che sia le imprese del lusso, sia i big player stiano alzando l'asticella nella sostenibilità non è una novità, ma salta all'occhio l'incremento di 10 punti delle Pmi attive in una fascia media di prezzi. Paradossalmente, l'alto e il basso di gamma hanno fatto poco: il primo è passato da 63 a 64 punti e il secondo da 11 a 12 punti.

 

«Coloro che investono in responsabilità sociale ed eco-ambientale - informa l'analisi - hanno in mano uno strumento per far crescere il proprio ebit di 1 o 2 punti percentuali entro il 2030».

 

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