Realizzata al 100% con fibre riciclate

Thermore celebra i 50 anni con il lancio di EVOdown

Correva il 1972 quando il Gruppo Thermore veniva fondato da Lucio Siniscalchi a Milano, gettando le basi per diventare leader globale nel settore delle imbottiture termiche per l’abbigliamento.

Oggi l’azienda, guidata dalla terza generazione della famiglia Siniscalchi, è più che mai focalizzata sul binomio che l’ha contraddistinta da sempre fra tradizione e innovazione, quest’ultima indissolubilmente legata alla sostenibilità: del resto erano i primi anni Ottanta quando Thermore iniziò a utilizzare le fibre riciclate, in nettissimo anticipo sui tempi.

L’anniversario viene celebrato con il lancio di EVOdown, un’imbottitura realizzata al 100% con fibre riciclate da bottiglie Pet post consumo. Accorciando le distanze tra fibre libere e imbottiture classiche, EVOdown si contraddistingue grazie a una mano ultrasoffice e al particolare volume delle fibre libere in un prodotto in pezza.

Questa tecnologia ibrida consente di aumentare la produttività e facilitare la confezione: infatti EVOdown è costituita da due strati esterni di densità elevata, che proteggono uno strato interno di milioni di fibre libere «rendendola un prodotto unico al mondo nel suo genere», come sottolinea un comunicato.

«I consumatori - prosegue la nota - apprezzeranno soprattutto la mano morbida e leggera dei capi realizzati con EVOdown, nonché la sua imbattibile facilità di lavaggio e manutenzione».

Con EVOdown recycled la realtà milanese rafforza la propria dimensione sostenibile, avendo ormai convertito il 97% della produzione in imbottiture fatte con fibre totalmente o parzialmente riciclate (sulla base degli effettivi dati di vendita).

«Mentre l’industria tessile parla di progetti futuri e roadmap - precisa il comunicato - Thermore si trova già vicina al traguardo, potendosi definire quasi completamente green».

A cura della redazione
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