Riccardo Sciutto svela i nuovi progetti

Sergio Rossi lancia Grazie Sergio e testa la vendita gaming in store

Sin da quando nel 2016 ha preso le redini della Sergio Rossi, Riccardo Sciutto si è sempre ricordato dell’uomo-imprenditore Sergio Rossi, anche se non più coinvolto nell'azienda. Così, per il ceo del marchio di calzature, è stato normale realizzare un progetto tributo in seguito alla scomparsa dell'ideatore del brand.

 

La capsule collection, che sarà svelata in occasione durante la fashion week di Milano, per poi arrivare nei negozi a dicembre, è stata battezzata "Grazie Sergio": dieci tra i modelli più iconici realizzati dall'architetto della scarpa e rieditati in una serie in edizione limitata.

 

«Grazie Sergio - commenta Sciutto a fashionmagazine.it - rispecchia alla perfezione la nostra visione aziendale, che mostra sempre molto rispetto per il passato, pur essendo costantemente proiettata in avanti. Abbiamo attinto dall’archivio e ridato vita a 10 delle più belle creazioni di sempre, come il sandalo con maxi plateau degli anni Settanta o lo stivale con catena gioiello del 2000, che non sono solo un omaggio, ma anche un'occasione per la consumatrice di oggi».

 

Per presentare la collezione, evitando i contatti fisici, il brand ha creato uno spazio innovativo all’interno del proprio showroom, che permette di parlare in videocall e mostrare la collezione ai buyer in alta risoluzione, con utilizzo di una tecnologia tipica del mondo dei videogiochi.

 

«Abbiamo la possibilità di mostrare immagini pop up di prodotto, di far vedere una camminata con il modello prescelto e di concludere gli ordini insieme», sottolinea il ceo.

 

Anche se si tratta di strumenti pensati per i buyer, questa tecnologia sarà presto messa a disposizione dei consumatori finali. «L'idea - spiega Sciutto - è di fornire questi strumenti tecnologici anche ai nostri venditori in store, che potranno così conversare con i clienti attraverso videochiamata FaceTime o WhatsApp».

 

«Faremo i primi test la prossima settimana nel negozio di Milano in via Montenapoleone e potrei anche essere io a condurre le prime vendite. In questo momento il mercato ha bisogno di emozioni, tecnologia, umanità e interconnessioni».

 

an.bi.
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