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Export di "bello e ben fatto" nei mercati emergenti: +45% da qui al 2020

L'export italiano di prodotti belli e ben fatti (BFF) verso i nuovi mercati raggiungerà i 16 miliardi di euro nel 2020, dagli 11 del 2014, mettendo a segno una crescita del 45%. Queste le stime del rapporto "Esportare la dolce vita 2015", presentato da Confindustria in occasione di Expo.

 

Nell'analisi del Centro Studi Confindustria e Prometeia, con il contributo di Anfao, Anica, Assocalzaturifici, Confindustria Alberghi, Federalimentare, FederlegnoArredo, Federorafi e Smi, l'appeal dei prodotti BFF (categoria nella quale rientrano prodotti finiti dei settori alimentare, arredamento, abbigliamento e tessile casa, occhialeria, oreficeria ed orologeria) è destinato a crescere nei 30 principali nuovi mercati, Russia in primis.

 

Nonostante lo scenario geo-politico dell'ex Unione Sovietica sia penalizzante, la Russia sembra destinata a rimanere il primo interlocutore, tra i Paesi emergenti, per le imprese italiane BFF, con 3,5 miliardi di euro di esportazioni previste nel 2020.

 

Subito dopo si piazzano gli Emirati Arabi con 3,3 miliardi di euro, mentre la Cina segue al terzo posto, con 2,2 miliardi stimati tra cinque anni.

 

Come evidenzia Confindustria, la crescita sarà spinta dall'ampliamento della classe benestante, che nel 2020 si ipotizza sarà composta da 224 milioni di ricchi in più rispetto al 2014, referenti soprattutto di aree come Cina, India e Indonesia, ma anche da Paesi più vicini all'Italia, come la Turchia (nella foto, una proposta firmata Salvatore Ferragamo per la primavera-estate 2015).

 

 

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