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Fiorella Rubino promuove la shape diversity: «Per gli italiani la donna ideale ha la 44»

La dittatura delle magre sta arrivando al capolinea? In base a una ricerca di Gfk Italia, commissionata da Fiorella Rubino (Miroglio Fashion), secondo gli italiani la donna ideale porta la taglia 44. Al secondo posto della classifica si piazza la 46 e solo in terza posizione arriva la tanto idealizzata 40-42.

 

I risultati dello studio sono il frutto di un questionario somministrato a un campione di 1.000 donne e 200 uomini: il 70% di questi ultimi con una persona dalla 44 ci uscirebbe a cena, il 67% la sposerebbe e il 66% passerebbe con lei una notte di sesso.

 

Il  motivo? Non solo per le piacevoli rotondità, che denotano sensualità e joie de vivre, ma anche perché le curvy sono allegre (83% uomini e 86% donne), belle (78% e 85%) e materne (77% e 91%).

 

In realtà la demonizzazione di fisicità non aderenti alla stereotipo imperante viene dai media e dalla moda (83% donne e 73% uomini), che impongono spesso modelli di bellezza (e magrezza) inarrivabili per la maggior parte delle persone comuni.

 

Come ha sottolineato il sociologo Francesco Morace, «le donne sono più avanti dei media». La moda ha iniziato a mettere in discussione i suoi modelli, ma c'è ancora molto da fare. «La normalità è fatta di tante unicità - ha sottolineato - e la vera forza di ognuno di noi non è nella massificazione, né nella percezione estetica, peraltro stereotipizzata, ma nel nostro carattere e nella nostra personalità. I media devono puntare sul carattere e non sul peso. Siamo amati per quello che siamo in grado di esprimere».

 

L'unicità è in quest'ottica un valore fecondo e salvifico: «Dobbiamo sentirci libere di mostrare il nostro corpo - ha ribadito la filosofa Laura Campanello - così come la nostra intera persona, forte e fragile insieme, autorizzandoci a essere ciò che siamo, nelle nostre forme, senza rinunciare al piacere della moda, del cibo, del gusto per ciò che amiamo e delle relazioni serene. Perché l'equilibrio e l'armonia sono individuali, unici come lo è ogni persona».

 

Elisa D'Ospina, modella e presentatrice, ha affermato in prima persona l'importanza dell'essere autentici: «Non ho mai accettato di cambiare - ha raccontato - o di rendermi diversa da come sono e così sono riuscita a far passare un concetto di bellezza personale, non omologata».

 

Nonostante il persistere di vecchi cliché, secondo cui "bellezza=magrezza", le donne stanno imparando a vivere con più consapevolezza e libertà le proprie forme: un orientamento che dovrebbe essere maggiormente supportato dai media e dagli stilisti, che hanno perlopiù sempre snobbato le consumatrici non filiformi, nonostante qualche segnale sia arrivato da alcune campagne di comunicazione e dalle sfilate internazionali.

 

L'impegno di Fiorella Rubino, uno dei 12 brand di Miroglio Fashion con 220 monomarca nel mondo, si inserisce in questo percorso, portando avanti il manifesto della "shape diversity": «Per noi - ha detto Anne van Merkensteijn, brand director del curvywear fast fashion - la diversity rappresenta la normalità, in quanto è un concetto già ampiamente metabolizzato in fatto di parità di genere o di identità sessuale».

 

L'obiettivo, a questo punto, non è opporre alla tirannia della magrezza un altro assolutismo di segno opposto, ma «di accompagnare le donne - ha concluso van Merkensteijn - verso nuove libertà: libertà dagli stereotipi estetici, libertà dal giudizio introiettato come proprio e dal giudizio altrui, libertà di esprimersi attraverso la moda, qualunque sia la forma del proprio fisico».

 

Con questo fine, da domani (8 marzo, non a caso) Fiorella Rubino lancia la sua nuova campagna di comunicazione dedicata a tutte le donne, andando a celebrare la possibilità di giocare ed esprimersi con la moda, indipendentemente dalle taglie e dalle forme, per arrivare a raccontarsi attraverso il proprio “stile libero” (nell'immagine, foto di gruppo alla presentazione della ricerca, stamattina, alla showroom di Miroglio Fashion a Milano, con la moderazione della giornalista Cinzia Malvini).

 

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