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Osservatorio Aub: «In Italia quattro aziende di moda su cinque sono familiari»

Circa quattro imprese italiane della moda su cinque, pari al 78%, sono tuttora controllate da una o due famiglie proprietarie. Tale incidenza è ancora più elevata tra le imprese di minori dimensioni. Dati emersi dall'Osservatorio Aub (AIdAF, UniCredit e Bocconi) sulle aziende del settore, presentato nella sede di Missoni a Sumirago.

 

La ricerca ha analizzato 746 realtà del nostro Paese, appartenenti al fashion system, di cui 230 lombarde e con un giro d'affari superiore ai 20 milioni di euro, per un totale di 52,6 miliardi di euro e una forza lavoro che si aggira sui 200mila dipendenti.

 

Il primo dato a saltare all'occhio è l'identificazione, nella stragrande maggioranza dei casi, dell'azienda con la famiglia, inversamente proporzionale alle dimensioni del business. Se in generale quattro società su cinque (il 78%) fanno capo alla (o alle) famiglia proprietaria, la percentuale sale all'82,6% nel caso delle strutture con ricavi compresi tra i 20 e i 50 milioni di euro. Oltre i 50 milioni ci si ferma al 71,8%.

 

Focalizzando l'attenzione specificamente sulla compagine delle aziende a conduzione famigliare (585, di cui 160 in Lombardia, con un turnover di 38,1 miliardi e 143mila addetti) emergono alcune macro-caratteristiche, come la tradizione legata al territorio - con un 60% di imprese che può vantare oltre un quarto di secolo di storia, localizzate soprattutto nella già citata Lombardia, in Veneto e in Toscana - e il fatto che circa sette industrie medio-grandi su dieci sono guidate da un leader familiare, impostazione adottata dall'85% delle piccole.

 

Piegate da un processo di selezione che tra il 2011 e il 2014 ha portato a una riduzione di circa il 17%, le società esaminate dall'Osservatorio Aub hanno rialzato la testa nell'ultimo biennio, segnando un +3% del fatturato nel 2014 e un +5% nel 2015. «I dati a nostra disposizione sul 2016 - si legge - stimano un incremento potenziale del 6,5% nel primo semestre». Prospettive basate sul fatto che «le aziende, familiari e non, del sistema moda si caratterizzano per una maggiore capacità di tenuta e di risposta rispetto alla media italiana».

 

Molte, favorite negli ultimi anni dall'indebolimento dell'euro, sono nel pieno di un rafforzamento delle esportazioni. Il 37,4% ha effettuato almeno un IDE (investimento diretto all'estero) su una media nazionale del 28%, con l'Asia in pole position.

 

Ancora poche le acquisizioni: solo il 16,3% delle industrie familiari ha effettuato un'operazione di questo tipo tra il Duemila e il 2014, il 12,4% nel caso specifico di quelle monitorate dall'Osservatorio Aub.

 

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