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PwC: «Il 50% dei Millennial sono favorevoli al reshoring»

I Millennial sono una generazione molto sensibile ai temi dell'eco-sostenibilità, tra cui l'avvio di progetti di reshoring per riportare la produzione delle aziende in Italia: questo l'esito di una ricerca condotta nel nostro Paese da PwC,che ha coinvolto 3.106 giovani con un'età media di 24 anni.

 

L'indagine evidenzia che i Millennial conoscono il possibile impatto positivo di progetti di reshoring a livello economico ed occupazionale e operano scelte d'acquisto che premiano le aziende eco-friendly. Il 50% degli intervistati, in particolare la compagine femminile, pensa che la decisione di riportare le produzioni in Italia migliori la reputazione dell'impresa.

 

Il 33% degli interpellati, con le donne in pole position, si dichiara propenso a comprare prodotti di un'azienda che ha adottato strategie di reshoring, con il 50% disposto «a supportare una lieve maggiorazione di prezzo per un prodotto reshored».

 

Nelle nuove generazioni si fanno avanti anche criteri di consumo: il 65% dei Millennial è propenso a spendere di più ma in minori quantità, a discapito del fast fashion.

 

Tra le variabili che incidono sull'acquisto, oltre alla qualità (indicata dal 14%), si impongono a pari merito durabilità, materiali utilizzati e prezzo (13%), seguiti dal concetto di "made in" (11%), marchio (10%), esclusività (9%), accettazione sociale (8%) e packaging (8%).

 

I valori che i Millennial attribuiscono al prodotto “made in Italy”, e che quindi spingono all’acquisto, sono innanzitutto la riconosciuta migliore qualità dei prodotti (15%), le competenze artigianali (14%), l’alta creatività (13%), l’affidabilità dei fornitori e l’impatto occupazionale (12%), le ricadute ambientali, sulla filiera e sul Pil (11%).

 

Come evidenzia la ricerca, lo scenario attuale è particolarmente favorevole all’avvio di progetti di reshoring, innanzitutto da una prospettiva globale, considerato che «l’indebolimento dell’euro verso il dollaro e l’aumento del costo del lavoro nel Far Eeast rendono meno vantaggioso avviare e mantenere sistemi produttivi in mercati dove in passato si è registrata una forte delocalizzazione».

 

Anche a livello locale sono stati compiuti importanti passi in tale direzione: il Piano Nazionale di Industria 4.0 recentemente presentato dal Governo prevede un nuovo set di strumenti ed agevolazioni, per incentivi totali pari a 13 miliardi di euro, a supporto della digitalizzazione industriale del Paese.

 

«Oggi - dichiara Erika Andreetta, Retail Consulting Leader diPwC - è il momento giusto per parlare di reshoring, grazie alla combinazione di un contesto macro favorevole e una sempre maggiore sensibilità alle tematiche di sostenibilità socio-economica da parte dei Millennial. Proprio nei giorni scorsi il gruppo Benetton ha presentato i dettagli del suo piano di reshoring che riporterà alcune lavorazioni a Treviso».

 

«Come Smi - commenta Claudio Marenzi, presidentedi Sistema Moda Italia - vediamo una crescente attenzione da parte delle aziende italiane della moda a progetti di reshoring, alla luce del sempre maggiore interesse del cliente finale alla filiera produttiva, alla sua localizzazione e alle implicazioni socio-economiche. Stiamo quindi lavorando positivamente con le imprese e le istituzioni, a livello regionale e centrale, per agevolare tali progetti dal punto di vista della sostenibilità finanziaria e della strutturazione della filiera». (nella foto, uno scatto della nuova campagna di #DGMillennials di Dolce&Gabbana, scattata da Franco Pagetti).

 

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