Rincari extra per abiti (+46%) e camicie (+35%)

Moda e inflazione: Retviews (Lectra) stima un +20% dei prezzi in Europa

Anche l’industria della moda fa i conti con l’inflazione, che ha raggiunto il picco più alto degli ultimi 40 anni. Se il mercato del consumo di massa è stato il primo a essere colpito, ora anche il settore del lusso ne sta subendo le conseguenze, iniziando a rallentare.

Gli esperti di Retviews - soluzione di Lectra specializzata nella competitive intelligence e nel benchmarking automatico - hanno osservato l’andamento dei prezzi a fronte della diminuzione del potere d’acquisto dei consumatori, analizzando come i marchi fashion della fascia entry-to-luxury stiano gestendo il fenomeno a livello globale.

Lo studio Retviews, the Competitive Intelligence Platform for Fashion Brands and Retailers ha evidenziato che, sebbene i brand di fascia alta non corrano il rischio di una recessione imminente, i marchi del lusso accessibile stanno invece mettendo in atto strategie diverse per mitigare gli effetti dell'inflazione sui loro conti.

La ricerca ha infatti mostrato che, rispetto al 2021, i prezzi dell'affordable luxury sono aumentati in modo particolarmente aggressivo sia negli Stati Uniti (+36%), sia nel Regno Unito (+26%) e anche nell’Europa continentale (+20%).

I maggiori aumenti di prezzo possono essere attribuiti a una diversa gestione della supply chain, che ha risentito di costi più alti a causa delle tasse di importazione e soprattutto delle spese di trasporto.

Gli aumenti di prezzo maggiori si siano registrati su abiti (+46%) e camicie (+35%). L’analisi rivela inoltre che si sta assistendo a un cambiamento nelle abitudini di acquisto, con i consumatori più attenti alla spesa e una progressiva diminuzione della domanda nel settore del lusso, tanto che una recente ricerca ha mostrato una crescente preferenza per prodotti più economici.

In tale contesto, i luxury brand devono confrontarsi con un approccio commerciale più competitivo e con scontistiche più aggressive rispetto al passato, volte da una parte a conquistare i cosiddetti consumatori “aspirazionali”, dall’altra a ridurre le scorte, per rispondere alle nuove esigenze di una supply chain più sostenibile.

Dai dati di Lectra/Retviews emerge che i brand hanno applicato sconti maggiori nel 2022 rispetto al 2021, proponendo offerte su un assortimento di prodotti più ampio e con percentuali di ribasso più elevate.

Inoltre, dalla ricerca si evince che sono state adottate strategie differenti in termini di percentuali di sconto e di numero di prodotti in offerta, sulla base del posizionamento di ciascun marchio e delle diverse aree geografiche. In Europa, per esempio, un brand come Stella McCartney ha scelto di scontare meno prodotti, ma con una maggiore riduzione dei prezzi rispetto a una griffe come Tory Burch.

«Fenomeni come la trasformazione della supply chain e l’avanzata dell’inflazione stanno influenzando profondamente il fashion. In questo contesto in costante evoluzione, per le aziende è fondamentale saper anticipare i trend e restare competitive in un mercato sempre più rapido», spiega Fabio Canali, president Southern Europe & North Africa di Lectra.

«La tecnologia - conclude il manager - è in questo una chiave differenziante: i dati messi a disposizione dall’intelligenza artificiale di strumenti come Retviews consentono ai brand di monitorare la concorrenza e analizzare il mercato in tempo reale, mettendo a punto la strategia più efficace per rivolgersi alla propria target audience».

A cura della redazione
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