Ritocchi fino a mille yen

Uniqlo aumenta i prezzi dei capi autunno-inverno

Uniqlo, marchio della giapponese Fast Retailing, ha deciso di aumentare i prezzi di alcune proposte della collezione autunno-inverno 2022/2023, a causa dell’impennata dei costi delle materie prime e della logistica.

Inoltre sulla decisione potrebbe influire la debolezza dello yen nei confronti del dollaro e delle principali valute, legata probabilemente alla prospettiva di una politica monetaria accomodante da parte della Bank of Japan. Lo stesso governatore, Haruhiko Kuroda, ha appena ribadito davanti al Parlamento giapponese che una "debolezza stabile" dello yen giova all'economia, in particolare all'export.

Acquistare un capo in pile di Uniqlo, ad esempio, costerà 2.990 yen (circa 21 euro) rispetto ai 1.990 yen dell'anno precedente (quasi 14 euro). Come osserva japantimes.co.jp è piuttosto insolito che questo marchio aumenti i listini fino a 1.000 yen.

I ritocchi al rialzo, in realtà, sono già iniziati per alcuni articoli ma gli aumenti diventeranno su larga scala da agosto, con la distribuzione delle collezioni autunnali e invernali.

Allo stesso tempo l’azienda si ripropone di lavorare sui materiali, sulla funzionalità e sul design delle sue proposte, per lanciarle con nuovi prezzi nell’estate successiva.

Quest’inverno l’iconico piumino ultra light della label avrà un prezzo di 6.990 yen, nella versione maschile, dai precedenti 5.990 yen, mentre un maglione a collo alto in cashmere da donna salirà a 9.990 yen, da 8.990. Si pagherà di più anche per alcuni capi della linea di intimo funzionale Heattech.

Gli incrementi interesseranno pure i capi di abbigliamento di Gu, un'altra controllata di Fast Retailing.

La notizia arriva mentre le vendite di Uniqlo crescono a due cifre. Nel mese di maggio il marchio di abbigliamento minimal è cresciuto del 19,8%, incluse le vendite online, e del 17,5% a pari perimetro distributivo. Nei sei mesi terminati in febbraio il fatturato del marchio ha superato i mille miliardi di yen ma le vendite sono cresciute solo all’estero: +13,7%, contro un -10% in Giappone (nella foto, uno store).

e.f.
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