Sangalli: «La riforma fiscale, una priorità»

Consumi Confcommercio: abbigliamento e calzature recuperano in agosto

Ad agosto l’Indicatore Consumi di Confcommercio (Icc), elaborato dall’Ufficio Studi Confcommercio, segnala un incremento tendenziale dell’8,6% in quantità per il segmento abbigliamento e calzature. Un dato incoraggiante seppure condizionato dalle diverse tempistiche dei saldi estivi, rispetto al 2019.

Il settore viene da un luglio critico, in cui l’Icc ha registrato un -37% rispetto a un anno prima, mentre in giugno la flessione era stata del 14%. Su base trimestrale, abiti e scarpe incassano un -45% nel secondo quarter, rispetto all’aprile-giugno 2019 e dopo il -15% del primo trimestre 2020.

Il report sulla congiuntura di Confcommercio mostra inoltre che si va riequilibrando la situazione alla voce “mobili, tessili e arredamento per la casa”, che registra un +0,3% dei consumi ad agosto, mentre il secondo quarter termina con un -34% in quantità.

La categoria più penalizzata riguarda gli alberghi e la ristorazione: -29,6% ad agosto e -66% nel secondo trimestre.

Confcommercio ha inoltre stimato una crescita del Pil di settembre del 2,6%, in confronto ad agosto, mentre rispetto a settembre 2019 la performance è -6,8%. Ne risulta una previsione di crescita del Prodotto interno lordo del terzo trimestre del 10% rispetto ai tre mesi precedenti (-9,5% rispetto al luglio-settembre 2019).

Gli analisti osservano che «il terzo trimestre si chiude con molte incognite: i miglioramenti produttivi e i tentativi di recupero continuano a essere disomogenei, mentre le famiglie continuano a mantenere atteggiamenti ambivalenti nei confronti del consumo».

«Per il terzo trimestre ci attendiamo un forte rimbalzo statistico ma non ancora sufficiente per recuperare le perdite provocate dalla crisi Covid - commenta il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli -. Nel 2020 si prevede infatti una caduta del Pil di oltre nove punti percentuali. Per rafforzare la crescita è necessario utilizzare tutte le risorse europee e superare i problemi strutturali del Paese, senza dimenticare che la riforma fiscale, mai avviata, rimane una priorità».

Da un’indagine resa nota ieri da Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, cui hanno risposto 962 imprese (soprattutto della ristorazione e dettaglio non alimentare), è emerso che tra gennaio e agosto il fatturato si è mediamente ridotto del 45% e la previsione per settembre-dicembre migliora, ma resta negativa (-37%). 

Il 30% degli interpellati pensa che la propria attività sia a rischio chiusura entro la fine del 2020. L’86% di imprese e professioni del terziario (commercio, turismo, servizi) ritiene che i sostegni finora avuti dal Governo non siano sufficienti per superare l’emergenza Covid (nella foto, la Rinascente a Milano). 

e.f.
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