Un mercato più cinese, online e inclusivo

Lusso: le previsioni di Bain & Company al 2025

Nel 2025 il mercato dei beni di lusso per la persona dovrebbe raggiungere un valore fra i 320 e i 365 miliardi di euro (dai 254 miliardi del 2017). Nelle previsioni di Bain & Company il settore (abbigliamento, accessori, gioielli, orologi, cosmesi, fragranze e arte della tavola) dovrebbe registrare una crescita annuale (cagr) fra il 3% e il 5% nel periodo 2018-2025, come illustrato oggi 15 novembre da Claudia D’Arpizio, partner della società di consulenza, in occasione del 17esimo appuntamento con l’Osservatorio Altagamma.

Per la fine di quest’anno, invece, Bain stima che il mercato dei personal luxury goods raggiunga nel mondo i 260 miliardi di euro (+2% e +6% a cambi costanti). Il lusso nella sua globalità (incluse auto, hospitality, vini e liquori, gourmet food, arte, design, jet, yacht e crociere) dovrebbe salire del 5% a 1,2 trilioni di euro (vedi grafico in alto).

L’Altagamma Worldwide Luxury Market Monitor individua inoltre una serie di megatrend futuri per il personal luxury goods. In primis si assisterà a un maggiore contributo dei consumi nella Mainland China (22% del mercato dall’8% del 2017) a scapito dell’Europa (dal 33% al 25%). Tenendo conto della nazionalità dei consumatori, aumenterà il peso dei cinesi (dal 32% al 46%) e degli altri asiatici (dal 10% all’11%), con l’eccezione dei giapponesi (dal 10% all’8%).

Il mercato del lusso sarà anche più digitale: il 25% delle vendite dei beni di lusso per la persona dovrebbe avvenire sul canale online, dal 9% del 2017 e da 10% previsto per il 2018. Bain & Company prevede che i consumatori di alta gamma saranno sempre più influenzati negli acquisti dai social media e che si verificherà un impulso all’implementazione di nuove tecnologie: virtual reality, Internet of things, mobile payment ma anche gestione smart del magazzino e della supply chain.

La maggiore espansione del business online porterà a un’ulteriore revisione del retail fisico. Cambierà il ruolo dello store: non più semplice punto vendita ma luogo deputato alla narrativa del brand.

Nel 2025 il mercato del lusso “personale” sarà soprattutto giovane: la generazione Y che nel 2017 era il 30% salirà al 45%, mentre la Gen Z passerà dal 2% al 10%. Insieme faranno un mercato dal valore di 65-110 miliardi di euro.

D’Arpizio ha anche prospettato un mercato più inclusivo, con prodotti che tengono conto delle diversità (culture, religioni ma anche fitting diversi) e dove categorie come fashion e sport avranno sempre meno ragione d’essere.

Con brand che sono diventati universali ci sarà spazio anche per i “monographic”, cioè i marchi che vendono eccellenza, specializzazione e servizi esclusivi.

e.f.
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