SCATTERÀ NEL 2020

Il Regno Unito vara la web tax: tempi duri per Google & Co.

Il Regno Unito darà del filo da torcere ai giganti di Internet: l'ultima finanziaria prima della Brexit - presentata il 29 ottobre alla Camera dei Comuni dal Cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond - contempla infatti una tassa sui servizi digitali, che dovrebbe entrare in vigore nell'aprile 2020.

La Digital Services Tax è studiata per colpire i player del web con ricavi al di sopra dei 500 milioni di sterline. Quando sarà a regime, ossia nel 2022-2023, dovrebbe garantire alle casse statali un gettito intorno ai 400 milioni di sterline l'anno.

Come si legge sui media a partire dal Financial Times, si tratta di un'imposta addizionale del 2% sugli introiti generati in territorio inglese da motori di ricerca, piattaforme social ed e-commerce delle realtà che a livello globale fatturano appunto più di mezzo miliardo di sterline.

Hammond ha precisato che il Governo guidato da Theresa May ha preso questo provvedimento, in attesa di un nuovo sistema condiviso di tassazione da parte della comunità internazionale.

Visto che tra i colossi coinvolti spiccano i nomi di Google, Facebook e Amazon, tutti con sede negli Stati Uniti, è probabile che Donald Trump si faccia sentire al più presto, esprimendo con la consueta vis polemica il suo dissenso.

a.b.
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