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Non solo fornitore: la Turchia nuovo player del design e del retail globale

Non più solo Paese produttore, ma anche fabbrica di nuovi talenti e player del retail sul piano internazionale. Sono queste le nuove scommesse della moda turca, di scena alla Istanbul fashion week fino al 30 di marzo allo Zorlu Performance Arts Center.

 

L’edizione della manifestazione dedicata alle collezioni autunno-inverno 2018/2019 ha fornito agli organizzatori dell'evento, che gode del sostegno governativo, l'occasione di tracciare le linee guida per lo sviluppo internazionale del settore moda.

 

«Non più famosi solo per il made in Turchia, ma anche per il design in Turchia» è il mantra di Volkan Atik, vice presidente di Ihkib Istanbul Ready-Made Garment and Apparel Exporters' Association, che organizza la Istambul fashion week e crede nel ruolo della kermesse come strumento per sostenere i marchi locali e farli conoscere all’estero.

 

Le esportazioni di moda valgono per la Turchia 17 miliardi di dollari, pari al 12% dell’export totale, ma secondo Volkan Atik questi numeri sono destinati a crescere ulteriormente, trainati oltre che dal ruolo di principale supplier d’Europa anche dalla capacità di formare talenti emergenti, attraverso piattaforme come le scuole e le settimane della moda. «L'obiettivo - assicura il manager - è quello di superare nel corso dei prossimi 10 anni oltre 50 miliardi di dollari di fatturato export».

 

L’offerta creativa è ampia e, come dimostrano i 32 nomi che compongono il calendario della fashion week, spazia dalla couture alla moda contemporary, fino allo streetwear. «I designer turchi hanno le loro caratteristiche e sono riconoscibili» fa notare la stilista Mehtap Elaidi che oltre a essere tra i deigner impeganti in pedana è anche presidente della Turkish Fashion Designers Association.

 

«La nostra moda è forte - prosegue la stilista il cui marchio è venduto anche in Giappone, Europa e Stati Uniti oltre che in patria - è l'unica che sa mescolare insieme couture e contemporary e anche sul fronte dello streetwear molti giovani brand si stanno affermando. Da questa fashion week è aprtito il successo di Les Benjamins, che ora gode di un successo internazione. Vogliamo che casi come questi si moltiplichino per questo supportiamo le scuole e facciamo scouting tra gli stilisti emergenti».

 

I buyer hanno deciso di investire sulla creatività dei marchi locali, selezionandoli all’interno dei loro negozi, a cominciare da Gizia Gate (nella foto), insegna con due punti vendita a Istanbul, interamente focalizzata sui designer turchi, che ha scelto di ospitare una capsule collection see new buy now di uno dei deisgner in calednario della fashion week Luc Von Siga.

 

A spingere la popolarità dei brand locali all’estero ci pensa poi la United Brands Association of Turkey, che finanzia gli investimenti retail all’estero. «In questo momento - racconta Sinan Öncel- ci sono 3.150 negozi monomarca di griffe turche in giro per il mondo. Vogliamo che diventino 4mila entro la fine dell’anno».

 

Per il futuro, racconta il manager della versione turca della Camera di Commercio, l’obiettivo è di tenere un ritmo di mille opening l’anno: «Certo - precisa - non tutta questa attività retail riguarda la moda, ma almeno il 70 % degli opening è legato all'abbigliamento».

 

«Il governo turco - conclude Öncel - paga il 50% degli affitti dei negozi all’estero per i primi cinque anni di attività: una bella spinta per farsi conoscere fuori dal nostro mercato».

 

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