Secondo l’outlook Deloitte

Retail: nel 2023 la parola d'ordine è cavalcare il cambiamento. Strategico modernizzare la supply chain

«Abbracciare il consumatore in evoluzione e affrontare investimenti strategici»: è questo il suggerimento che emerge dal Retail Industry Forecast di Deloitte per il 2023. Un anno di sfide in cui a pesare saranno soprattutto gli aumenti dei prezzi dovuti all’inflazione, e in cui sarà molte importante monitorare le reazioni dei consumatori agli scenari che cambiano.

Per la sua ricerca Deloitte ha coinvolto 50 leader del retail chiedendo loro quali sono le sfide e le opportunità che intravedono nell’anno appena iniziato e quali di conseguenza le strategie pianificate.

Un anno in cui i rivenditori si trovano a gestire una situazione ancora instabile, tanto che solo un terzo ha dichiarato di essere molto fiducioso circa il mantenimento o il miglioramento dei margini di profitto. Una crescita profittevole insomma è possibile, anche durante i periodi di inflazione.

Quasi tutti gli intervistati si aspettano che l'inflazione inciderà sui margini di profitto e il 60% che inciderà sui costi operativi.

E se è diventata pratica abituale per i retailer trasferire gli aumenti dei prezzi sui listini, molti si chiedono per quanto tempo questa tendenza potrà continuare, visti i tempi difficili per le persone. Quasi tutti (l’80%) prevedono che i consumi nel 2023 diminuiranno a causa delle crescenti preoccupazioni finanziarie. La sfida sarà capire come approcciare un consumatore che giocoforza cambierà abitudini.

Due terzi dei dirigenti si aspetta che il prezzo sarà più importante della fedeltà al marchio o al rivenditore e il 90% che i clienti chiederanno esperienze di acquisto seamless su tutti i canali, cercando il miglior prezzo nel modo più conveniente possibile.

E se i retailer si sono organizzati per offrire un servizio sempre più efficiente e incontrare il consumatore in ogni touchpoint, questa è stata e continerà a essere una sfida costosa.

A proposito di cambiamenti, secondo Deloitte per il futuro occorrerà intercettare i cambiamenti sociodemografici del mercato, dove si muoveranno consumatori che invecchiano, diventano più obesi, multietnici, gender-positive, sex-positive, mobile, dipendenti dal digitale e meno sicuro finanziariamente. Occorrerà dunque promuovere iniziative sempre più mirate sul fronte ESG e DEI.

Si prevede quindi che le tematiche ESG continueranno a diventare sempre più importanti per i consumatori. Ma se da una parte il 60% dei rivenditori si dichiara convinto che il settore dovrà incrementare il proprio impegno in materia, più della metà ha dichiarato di pianificare investimenti minimi o nulli in tale ambito.

Il 70% degli intervistati da Deloitte ha dichiarato inoltre che i problemi nella supply chain avranno un impatto sulla crescita nel 2023.

Per affrontare lo scenario in evoluzione, l'80% dei dirigenti prevede di effettuare nel corso dell’anno investimenti da moderati a importanti per modernizzare la propria catena di approvvigionamento.

Il 60% si aspetta un potenziamento delle proposte legate al commercio digitale con un altro 60% che anticipa i consumatori che utilizzano le piattaforme dei social media per acquistare direttamente i prodotti.

c.me.
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