secondo un "confidential report"

Aria di ripresa per Neiman Marcus Group

Segnali positivi per Neiman Marcus Group. Secondo informazioni confidenziali raccolte da wwd.com, il retailer americano dovrebbe archiviare il trimestre chiuso lo scorso primo maggio con una liquidità superiore a 850 milioni di dollari: circa 724 milioni in più rispetto all'analogo periodo del 2020, con un incremento di 320 milioni sullo stesso quarter del 2019.

La crescita delle vendite dovrebbe attestarsi intorno al +43% o +44%, con un -6% o 7% in confronto con gli stessi tre mesi di due anni fa. Le informazioni sugli utili saranno disponibili il 15 giugno.

In un'intervista il ceo Geoffroy van Raemdonck si dice fiducioso, anche se l'inizio del 2021 è stato in salita, a causa delle tempeste di neve che a fine febbraio hanno flagellato il Texas, imponendo chiusure e ritardi nelle consegne, e delle restrizioni anti Covid soprattutto nella West Coast e a New York.

«Nel resto del Paese - afferma - l'andamento è stato positivo, con incrementi a volte a doppia cifra. Non dimentichiamo poi che con l'attuale liquidità, molto più alta che in passato, potremo dare un'accelerata ai progetti futuri».

Come è noto, Neiman Marcus è riemerso dalla bancarotta a settembre 2020 con una nuova proprietà, di cui fanno parte Pacific Investment Management Company (Pimco), Davidson Kempner Capital Management e Sixth Street Partnersin sostanza i creditori prima della bancarotta.

Il piano di riorganizzazione ha cancellato un debito di 4,4 miliardi di dollari, oltre a circa 200-300 milioni in pagamenti di interessi annuali. Come sottolinea l'a.d., la spesa annuale sugli interessi si è ridotta a 80 milioni.

Occhi puntati dunque sul player dei department store dopo mesi di speculazioni sul suo stato di salute, anche perché a marzo Neiman Marcus aveva proceduto, per ripagare i debiti contratti per uscire dalla bancarotta, a un'emissione di bond pari a 1,1 miliardi di dollari a cinque anni senior secured note, a cui Moody's aveva assegnato il rating Caa2, indice di scarso standing e di un rischio di credito elevato.

Van Raemdonck deve fare i conti anche con la riduzione della presenza di Gucci all'interno di department store come appunto Neiman Marcus, Saks Fifth Avenue, Bloomingdale's e Nordstrom, in seguito a scelte strategiche decise da Marco Bizzarri

Il ceo tuttavia non si scompone: «Gucci sta seguendo una strategia globale, che non riguarda solo il nostro gruppo. Intanto noi puntiamo a nuove idee».

Idee che si focalizzano sulla ristrutturazione dei negozi, di pari passo con alcune chiusure: sei punti vendita hanno abbassato la saracinesca, portando il numero di vetrine Neiman Marcus a 37 (l'insegna ha dovuto rinunciare tra l'altro alla location di Hudson Yards a New York), mentre sono attualmente due i department store Bergdorf Goodman e cinque i Last Call.

In pole position inoltre l'upgrading dei servizi online, l'utilizzo di nuove tecnologie e la scelta di brand in grado di rinnovare frequentemente l'offerta. Non manca un impegno per la sostenibilità, con l'istituzione di un environmental social governance team. Tra le aree di business con le migliori performance spiccano il menswear, spinto dalle generazioni più giovani, le sneaker e le proposte dei designer. 

«Stiamo promuovendo le vendite a prezzo pieno - informa van Raemdonck - e rimandando quelle scontate a giugno e luglio». 

«Certo - aggiunge - resta il nodo del turismo estero, praticamente inesistente anche se California, Florida e New York continuano a ospitare viaggiatori internazionali. Il significativo aumento del sell out sul canale digitale ci sta comunque dando una grossa mano».


A cura della redazione
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