Senza brand chiave mall «spersonalizzati»

Russia: -30% l'affluenza stimata nei centri commerciali

I centri commerciali russi sono "depotenziati" e hanno perso fino al 30% del loro afflusso, a seguito dell'esodo dei marchi occidentali. Lo riporta Reuters, citando le dichiarazioni di ieri di Emin Agalarov (popstar e primo vicepresidente di Crocus Group fondato dal padre, il miliardario Aras Agalarov), riportate dall'agenzia di stampa Rbc. La perdita di affittuari chiave potrebbe segnare la fine di tutti i centri commerciali.

«Se hai un centro commerciale di lusso, hai bisogno di Prada, Chanel, Louis Vuitton. Se è in una categoria media, di Zara, H&M, Reebok, Adidas - ha dichiarato Emin Agalarov nell’intervista a Rbc -. Se non ci sono, la location si spersonalizza».

Agalarov ha stimato che gli enormi mall Vegas e Crocus City, fiori all'occhiello del Gruppo Crocus, alla periferia di Mosca, hanno perso il 30% del loro traffico. Crocus potrebbe essere costretto ad aprire una pista da bowling o un deposito, se si ritrovasse con vasti spazi che non è in grado di affittare.

Dall’avvio del conflitto, molti brand occidentali hanno sospeso le attività nel Paese di Putin. McDonald's Corp ha lasciato definitivamente l’area in maggio (il primo negozio era stato aperto nel 1990) e i suoi ristoranti sono stati acquisiti dalla società Sistema Pbo. Il primo punto vendita ha riaperto di recente a Mosca con l’insegna “Vkousno i totchka” (“Delizioso e basta”).

e.f.
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