Si cerca una soluzione per la web tax

Made in Italy: nuovi dazi Usa in stand-by

Gli Stati Uniti hanno sospeso per sei mesi i dazi addizionali imposti ad alcuni Paesi tra cui l’Italia (gli altri sono Austria, Spagna, Gran Bretagna, India e Turchia), in risposta alla web tax decisa per i colossi statunitensi del digital.

Le tariffe dovrebbero colpire beni di consumo del made in Italy tra cui abbigliamento, borse e calzature, per oltre 380 milioni di dollari.

La sovra-tassa del 25% alle importazioni dai sei Stati, per un valore totale stimato di 2 miliardi di dollari, è stata approvata il 2 giugno dall’Ustr-United States Trade Representative, l’Ufficio del Rappresentate commerciale degli Stati Uniti, che vede al vertice Katherine Tai (nella foto).

La decisione sui nuovi dazi è avvenuta dopo un anno di investigazioni sulle digital service tax adottate dai sei partner commerciali e giudicate discriminatorie. Contestualmente l’Ustr ha optato per una tregua di 180 giorni, così da avere più tempo a disposizione per completare i negoziati multilaterali in corso sulle tariffe internazionali in ambito Ocse e G20.

La nuova rappresentante per il commercio estero Tai ha dichiarato: «Il focus degli Stati Uniti è trovare una soluzione multilaterale a una serie di questioni relative alla tassazione internazionale, inclusa la nostra preoccupazione per le tasse sui servizi digitali». 

e.f.
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