SI CHIUDE L'ERA VENTE-PRIVEE

Nasce Veepee, e-player globale che promette un "touch of pink"

Da domani non si parlerà più di vente-privee, ma di Veepee: un unico brand globale lanciato dal player delle vendite evento online, che ha organizzato stamattina a Milano un incontro con la stampa per illustrare il nuovo corso insieme a Fabio Bonfà (regional manager Southern Europe and Latam, nella foto) e Andrea Da Venezia (head of marketing & communication Veepee Italy).

Alla conferenza, condotta dal giornalista Lapo De Carlo, è intervenuta anche Rossella Beato, partner international research director di Brandvalue, per fare il punto sui cambiamenti nelle abitudini di consumo.

«Il rebranding arriva in un momento molto positivo per il gruppo», ha esordito Bonfà, ripercorrendo le tappe salienti della società fondata nel 2001 in Francia da Jacques-Antoine Granjon (che è anche direttore generale e presidente), che dal 2006 ha dato il via alla strategia di sviluppo europeo e nel 2015 ha acquisito una quota di maggioranza della belga vente-exclusive.com, per poi impossessarsi nel 2016 della francese Designers&Friends, della polacca zlotewypredaze.pl, della svizzera eboutich.ch e dell'italiana Privalia, arrivando a varcare i confini di Spagna, Brasile e Messico.

A fine 2018 il gruppo poteva dunque contare su sei siti attivi in 14 nazioni, con 72 milioni di soci, 4,5 milioni di visitatori unici al giorno, 120 milioni di prodotti commercializzati, 54mila vendite evento e 128mila transazioni al giorno.

Si imponevano un'evoluzione e un'unificazione, per un e-tailer che ha progressivamente cambiato pelle, da sito dedicato alla vendita online di stock dei grandi brand, a portale multi-specialista in diversi settori.

«Nel 2018 abbiamo raggiunto i 3,7 miliardi di euro di ricavi, in crescita del 12% sul 2017, di cui il 50% realizzato fuori dalla Francia, che a questo punto non è più il mercato numero uno», ha sottolineato Bonfà, facendo notare anche il 66% di vendite proveniente dalle transazioni via mobile, un canale sempre più importante.

L'Italia, dove lavorano 200 dipendenti (di cui il 68% donne) con età media intorno ai 32 anni, ha dato un contributo fondamentale all'incremento del fiscal year 2018, con un +25% di fatturato, 11 milioni di prodotti venduti e 900 marchi partner, di cui la stragrande maggioranza aperti anche all'environment europeo: «In altre parole, non sono poche le label italiane che ci utilizzano per testare nuovi mercati, al di là di quello domestico».

«A livello di merceologie - ha aggiunto il manager - nel Belpaese la moda ha visto 951mila ordini e oltre 2,7 milioni di articoli venduti, con un balzo del giro d'affari del 21%, ma quanto a performance a battere tutti è stato il childrenswear, con quasi 1,5 milioni di pezzi venduti e un +44%».

Da non sottovalutare i settori "altri", come home & décor, che con 905.681 ordini cresce del 15%, gli accessori che raccolgono più di 874mila ordini avanzando del 34% e il beauty, con interessanti potenzialità di sviluppo, visto che attualmente si aggira sui 314mila ordini ma progredisce del 12%.

«Il cambiamento strategico - ha puntualizzato Bonfà - si accompagna in area B2B alla volontà di metterci in relazione con i marchi presenti in tutta Europa e di offrire loro un valore unico in base alle loro diverse esigenze, dalla vendita degli stock fino allo sviluppo della notorietà, dei dati e del traffico».

A livello B2C Veepee promette di fornire una «scintilla di quotidiana felicità» a chi compra, un pizzico di «wow nel now», come recitano i comunicati: in sintesi, senza nulla togliere al servizio, alle consegne veloci («Su cui abbiamo fatto molte migliorie e non finisce qui») e ai resi facili, quello su cui punta il nuovo big player è l'acquisto esperienziale.

«Uno shopping più divertente, vario, empatico e interattivo - ha ribadito il top executive - perché al di là di moda e dintorni vogliamo investire sulla parte viaggi, che ha già generato in Francia 300 milioni di sell out, su vino e gastronomia che a oggi valgono 120 milioni, sul tempo libero e il ticketing, da cui arrivano 220 milioni. Intendiamo poi coinvolgere nel processo di vendita i negozi fisici che vendono i nostri marchi partner».

Al lancio inoltre la app Veepeez: complementare a Veepee e destinata ai Millennials e alla Generazione Z, presenta una selezione di brand studiati per questi target e propone una formula basata sul social shopping.

In pratica, gli utenti possono creare un team di shopping lover, condividendo i prodotti più apprezzati, accedendo a promozioni e chiedendo consigli e suggerimenti.

Secondo Rossella Beato di Brandvalue, le «pink experiences every day» di Veepee rispondono a un'esigenza precisa del mercato. «In passato il web serviva solo per informarsi - ha osservato - ma ora è forte la componente di svago e intrattenimento, a prescindere dalla scelta del canale, online oppure offline, in cui saranno finalizzate le transazioni. La Rete non costituisce un competitor del negozio fisico: l'80% delle persone italiane da noi intervistate pensa che sia piuttosto un acceleratore degli acquisti».

«Il mondo corre veloce - ha aggiunto - e tutti sentiamo il bisogno di rallentare, che non significa fermarsi. Riemergono parole come desiderio, slow-enjoyment e unicità dei prodotti. Finisce l'era del cocooning e comincia quella dell'esplorazione di nuove collezioni, nuovi Paesi, nuove emozioni».

«Con il rebranding Veepee intende intercettare questa tendenza - ha dichiarato Andrea Da Venezia - curando il rapporto one-to-one con le persone che ci scelgono e puntando sul lusso accessibile. I big data sono fondamentali, ma per noi lo è anche quello che chiamiamo touch of pink, la molla che fa scattare il desiderio».

Da Venezia ha tracciato un quadro del cliente tipo di Veepee, che per quasi il 70% è donna, con uno zoccolo duro di 30-49enni, ma anche con un 24% di ultracinquantenni. «Uno spunto di riflessione - ha spiegato - arriva dalla classifica degli acquisti. Sia per l'uomo che per la donna gli articoli scontati non sono affatto nelle prime posizioni».

Per ribadire che l'emozionalità non va messa in secondo piano, Da Venezia ha ricordato che «il 58% dei nostri clienti finalizza l'acquisto senza averlo programmato, senza contare che il 69% ha scoperto un nuovo marchio durante la sua ultima visita».

Veepee sarà a Firenze durante Pitti con un evento il 12 giugno alle Serre Torrigiani, pensando già all'autunno, «quando lanceremo una campagna globale - ha anticipato il manager - e tingeremo di rosa, il nostro colore simbolo, tutta Milano».

a.b.
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