Si teme l'instabilità finanziaria

Bain & Company stima l’impatto del conflitto Russia-Ucraina sui beni di lusso

Gli acquisti di beni di lusso da parte dei consumatori russi rappresentano circa il 2-3% del mercato totale. L'incidenza non cambia nel caso dei beni personali in questa fascia di mercato, che nelle analisi di Bain & Company includono abbigliamento, accessori, hardluxury e beauty. L'impatto del conflitto, secondo la società di consulenza, sarà legato principalmente alla sua durata e alle ricadute economico-finanziarie.

Dice Claudia D’Arpizio, senior partner e global head per l’area Fashion & Luxury (nella foto): «Sulla base degli elementi a oggi disponibili, e considerando che gli eventi evolvono rapidamente e che la situazione rimane significativamente incerta (fattori che rendono le previsioni complesse e da monitorare costantement), stimiamo un impatto più probabile, immediato e rilevante sulla spesa personale russa di lusso a livello locale, spinta dalla svalutazione della valuta locale e dalle restrizioni in atto». «Anche la spesa russa all'estero, principalmente diretta verso l'Europa occidentale, verrà drasticamente ridotta - aggiunge - finché sarà in vigore la chiusura dello spazio aereo europeo alle compagnie aeree civili russe».

Al di fuori del Paese di Putin, secondo Federica Levato, partner Bain & Company e leader Emea Fashion-Luxury Practice, è ipotizzabile un potenziale impatto su Europa e Stati Uniti, nel caso in cui l'attuale crisi si intensificasse, e/o persistesse nel tempo, portando a conseguenze economiche e finanziarie più gravi. «Tuttavia - spiega Levato - questo scenario è ad oggi poco probabile e correlato alle modalità e alle tempistiche per la risoluzione della crisi, difficile da prevedere oggi».

Ulteriori aumenti dei prezzi dell'energia potrebbero potenzialmente avere un impatto sulla crescita del Pil delle nazioni europee, minando tra le altre cose la fiducia dei consumatori locali di lusso, con una conseguente riduzione della spesa discrezionale degli europei. L'Europa occidentale potrebbe anche assistere a una contrazione dei flussi turistici (nel breve termine dagli Stati Uniti), nel caso in cui il Vecchio Continente venga percepito meno sicuro, perché vicino al teatro dei conflitti.

«Se la crisi dovesse persistere - conclude D’Arpizio - anche la stabilità finanziaria globale potrebbe essere colpita, con una maggiore volatilità delle Borse. La fiducia dei consumatori americani, altamente legata alle fluttuazioni del mercato azionario, potrebbe contrarsi, incidendo sulla loro spesa per il lusso».

e.f.
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