Marenzi teme posticipo riaperture

Affitti dei negozi: Confindustria Moda chiede sospensione e revisione

Il presidente di Confindustria Moda, Claudio Marenzi, scrive ai locatori dei negozi, a nome delle aziende della moda e dell’accessorio che rappresenta (circa 66mila, che generano 95,5 miliardi di euro di ricavi l’anno e danno lavoro a oltre 580mila addetti).

«Il Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo 2020 – ricorda Marenzi - ha sospeso le attività commerciali al dettaglio del nostro settore, imponendo la chiusura di tutti i negozi e dei punti vendita, anche delle aziende che noi rappresentiamo, al momento fino al 3 aprile».

«Il timore, purtroppo concreto e supportato dalle quotidiane notizie - prosegue l'imprenditore - è che tale riapertura venga ulteriormente posticipata e che le aziende che rappresentiamo continuino a non vendere, dovendo comunque versare l’intero canone di locazione. Alla luce di queste circostanze, gli affitti dovuti ai negozi e punti vendita sono divenuti, allo stato, eccessivamente onerosi e non più sostenibili da parte delle aziende».

«Per la salvaguardia dell’intero settore, nonché in applicazione del principio di buona fede contrattuale - esorta il presidente di Confindustria Moda - chiediamo la collaborazione e la comprensione di tutti i locatori nell’accogliere la nostra richiesta di sospendere la corresponsione dei canoni fino alla riapertura dei negozi».

L’associazione di categoria auspica che i locatori siano disponibili a rinegoziare le condizioni economiche dei contratti di locazione e affitto, finché i normali flussi commerciali, turistici e residenziali non si saranno del tutto ristabiliti.

La lettera conta oltre 50 firmatari tra cui aziende come Cotonificio Albini, Giuseppe Zanotti, Gruppo Calzedonia, Herno, Lardini, Manifattura Mario Colombo, Moncler, Roberto Cavalli, Salvatore Ferragamo, Stella McCartney, Trussardi e Valentino.

e.f.
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