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Antitrust: «Influencer, basta con la pubblicità occulta»

Come sta accadendo oltreoceano, anche in Italia gli influencer finiscono nel mirino dell'Antitrust che, su sollecito dell'Unione Nazionale Consumatori, ha inviato lettere di "moral suasion" sia a loro che alle aziende, invitandoli a una maggiore trasparenza sui contenuti promozionali di quanto pubblicato sui social.

 

L'Antitrust precisa in queste missive che il divieto di pubblicità occulta ha portata generale e quindi i social network non ne sono esenti.

 

Per questo, in attesa di una legge che regolamenti la materia, suggerisce ai re e regine di Instagram, Facebook, Snapchat e Twitter di utilizzare hashtag ispirati a quelli indicati dalla Federal Trade Commission statunitense: per esempio #sponsorizzato, #inserzioneapagamento o semplicemente #pubblicità e #advertising (come in questa foto da Instagram di Belén, in cui compare la nuova McDelivery Collection di McDonald's), a cui far seguire il nome del brand.

 

Anche perché i vari Chiara Ferragni, Anna Tatangelo, Fedez & co.non postano solo immagini marcatamente pubblicitarie, ma utilizzano tecniche di fidelizzazione più sottili, basate anche su scatti rubati alla loro quotidianità, come in un diario da condividere con gli "amici", o meglio follower.

 

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