Il sondaggio di fashion sulla SS22

Dettaglianti del menswear: in un clima di incertezza mai abbassare la guardia

Superato un biennio critico, che ha costretto i dettaglianti di moda a un taglio del 35% della capacità lavorativa, si nota un recupero delle vendite di abbigliamento maschile. Le conferme arrivano dagli store indipendenti italiani (oltre 40) che hanno risposto al sondaggio stagionale di Fashion.

Tuttavia, i più dicono di voler mantenere invariato il budget per gli ordini delle collezioni SS 2023, rispetto all’estate 2022. A preoccupare i retailer sono soprattutto l’aumento generalizzato dei costi e l'impatto sui consumi dell’incertezza economica. Si teme inoltre che i consumi possano essere frenati da un’escalation del conflitto in Ucraina.

Il turismo, che non si sa ancora se tornerà sui livelli pre-pandemia, è un altro tasto dolente, mentre eventuali nuove restrizioni legate a un ritorno del Covid risultano in secondo piano. Alla voce “Altro” c’è chi indica problemi sul fronte consegne, chi nel reperire personale qualificato e chi vorrebbe che fosse contrastata una certa “comunicazione del terrore”, che sembra avere la meglio sui media e di certo non predispone allo shopping di beni voluttuari.

Entrando più nel dettaglio delle vendite di stagione, Stone Island svetta nella classifica dei marchi maschili best seller, seguito da Tagliatore e da Gucci, terzo sul podio con Moncler. Il brand delle due G è il più gettonato del momento se si parla di accessori uomo, a pari merito con le sneaker Autry. Balenciaga e Premiata guadagnano la seconda posizione seguiti, al terzo posto, da brand come Alexander McQueen, Burberry, Fendi, Golden Goose e Hogan.

Interpellati su eventuali new entry in assortimento, circa un terzo dei negozianti dichiara di non avere nomi da segnalare. Dal resto del campione arrivano risposte molto eterogenee - Bonsai, Casablanca, Federico Cina, Maison Kitsuné e Rhude, per citare alcuni brand - senza convergere su un numero ristretto di label, a conferma della volontà di sperimentare dei multimarca italiani ma anche della vasta offerta in circolazione.

Lo stile preferito dai clienti è soprattutto il casual/sportivo e comodo, seguito dal formale/classico. C’è anche una terza via, vale a dire il mix dei due mood. Per esempio l’abbinamento della camicia in seta con il pantaloncino o l’abbigliamento formale, ma con i complementi del look casual, o anche la giacca sì, ma stile accappatoio, e gli abiti effetto pigiama. A livello merceologico i retailer stanno vendendo in prevalenza maglieria e calzature.

L’assortimento e la capacità di calibrare il mix di proposte sono da sempre tra i punti di forza dei dettaglianti indipendenti, ma come si stanno muovendo per migliorare l’esperienza in store, dalle attività pre-vendita alla visita vera e propria, fino al pagamento e ai servizi post-vendita?

Il 22% del campione dice che non sta facendo nulla di particolare in merito e solo una quota inferiore all’1% afferma di stare valutando una strategia. Le iniziative dei più attivi su questo fronte della shopping experience nel retail tradizionale e la versione completa della nostra Buyers’ Survey sono pubblicati su Fashion n.2 in versione cartacea e, digitale, nell'e-paper su fashionmagazine.it (nella foto, un interno dello store Bonvicini a Montecatini Terme).
e.f.
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