Stimati ricavi in calo fino al 30%

Il retail indipendente francese chiede il sostegno del governo

La Fédération nationale de l'habillement, che rappresenta le boutique indipendenti francesi, lancia un grido d'allarme. Insieme ad altre organizzazioni di categoria ha fatto sapere in una lettera aperta al governo dell'Esagono che, da settembre, l'attività potrebbe subire una contrazione fra il 25% e il 30%.

Intanto, come riporta l'agenzia Afp, si allunga la lista delle realtà in sofferenza tra cui Celio, Naf Naf (nella foto), Camaïeu, André, la Halle e, non ultima, Phildar: il marchio di filati e maglieria nei giorni scorsi ha chiesto l'ammissione al concordato preventivo francese.

Recentemente il Procos, che difende le istanze del commercio specializzato (moda, articoli sportivi e ristorazione, tra i settori) ha ipotizzato la perdita di 150-300mila posti di lavoro fra il 2020 e il 2021.

Le boutique indipendenti dell'abbigliamento sono circa 38mila in Francia e occupano 80mila addetti. Si tratta al 93% di realtà di dimensioni piccolissime, con meno di 11 dipendenti e solo il 7% sono Pmi. Ora chiedono alle autorità un sostegno per mantenere i dipendenti, perché solo il 40% di loro ha ripreso pienamente a lavorare. In cambio si impegnano a promuovere la formazione e l'apprendistato. 

e.f.
stats