STIME DI CONFINDUSTRIA MODA PER SMI

Per il kidswear italiano ricavi oltre i tre miliardi (+3,5%) nel 2019

Superano i 3 miliardi di euro i ricavi stimati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Smi relativamente al 2019, anno che si chiude con un +3,5%. Continua invece il calo del valore della produzione, ossia dell'attività produttiva svolta in Italia: si parla di un -2,6%, a quota 918 milioni di euro, dai precedenti 943 milioni.

Il valore delle esportazioni, l'anno scorso pari a 1,19 miliardi di euro, dovrebbe superare il miliardo e 200 milioni (+6,1%), concorrendo per il 41,2% al turnover settoriale e guadagnando circa un punto percentuale sul 2018.

Decelera, ma con un andamento sempre sostenuto, l'import, pari a 2,11 miliardi: se l'anno scorso metteva a segno un +10,4%, quest'anno si deve accontentare di un +7,4%. Si profila un peggioramento del deficit commerciale del comparto, da -777 milioni di euro a -850 milioni, con l'aggravio di quasi 73 milioni in 12 mesi.

I dati sulle performance oltreconfine sono relativi al solo abbigliamento per neonati, quindi giocoforza circoscritti: in questo caso il focus è sui primi nove mesi del 2019 in cui, secondo quanto rilevato da Istat, l'export in questo specifico ambito sfiora i 122 milioni di euro, rallentando del 20,5%, contro una precedente crescita di quasi il 29%, trainata dalle griffe.

Una frenata sulla quale incidono i segni meno di Paesi come la Russia (-13,9%), molto lontana dal quinquennio 2010-2014 in cui era il primo mercato di sbocco per il made in Italy in taglie mini e gli Emirati (-18,8%).

L'import perde il 3,3%, con la Cina primo supplier, grazie a un'incidenza del 24% sul totale importato, ma in rallentamento del 7,4%.

Alla voce consumi finali interni, sono anni che l'abbigliamento junior fa fatica e l'outlook sul 2019 non segnala inversioni di tendenza. Il valore resta sempre alto, oltre i 4 miliardi di euro, ma si assiste a una contrazione dell'1,7%, dal precedente -1,9%.

L'impasse del childrenswear sul territorio nazionale è determinata da diversi fattori, tra cui il persistente calo demografico: secondo rilevazioni provvisorie dell'Istat, da gennaio ad agosto 2019 le iscrizioni all'anagrafe per nascita sono state oltre 282mila, con un decremento di più di 8mila nuovi nati (-2,8%). Al primo gennaio 2019 ragazzi e ragazze al di sotto dei 14 anni erano quasi 8 milioni, il 51,4% di sesso maschile.

I dati ufficiali più aggiornati sul mercato interno sono quelli sull'autunno-inverno 2018/2019, elaborati da Sita Ricerca per conto di Smi, che mostrano un rallentamento del sell out pari al -1,4% in termini di spesa corrente e del 2,4% a volume: un risultato dunque negativo, ma al resto del tessile-abbigliamento, in discesa mediamente del 3,1% a valore e del 2,4% a volume, va anche peggio.

A soffrire di più, secondo Sita Ricerca, è il maschio (-2% a valore e -1,9% a volume), mentre la femmina, alla quale si ascrive il 47,4% delle vendite del comparto, si limita a un -0,9% a valore ed è stabile in termini di volumi. Il neonato cede l'1,2% a valore e lo 0,4% a volume.

A livello distributivo, si conferma la leadership delle catene, con quasi il 48% del mercato ma con un -4,2% nel sell out intermediato. Il 31% è coperto dalla gdo (+1,1%). Da notare, in ambito gdo, il balzo del 14,6% del neonato, che invece deve fare i conti con un -26,3% nei negozi indipendenti: questi ultimi perdono terreno (-4,4%), tenendosi stretta una fetta dell'11,4% del mercato.

Quanto all'e-commerce, che era stato best performer nell'autunno-inverno 2017/2018 con un +16,3%, vede le vendite intermediate ridursi di quasi l'8%, con la bambina in controtendenza (+5,5%). Ancora bassa, comunque, l'incisività di questo canale, che non va oltre il 4,3%, tre punti percentuali in meno rispetto al resto del tessile-abbigliamento.

Momenti sempre difficili da gennaio a settembre 2019 per il sell out settoriale sul nostro territorio: si assiste a un -1,5% a valore e a un -0,6% a volume, con un -2,5% durante la primavera-estate 2019.  

«Nonostante le incertezze - conclude la nota - per lo junior si confida in un mantenimento dell'evoluzione moderatamente positiva anche nella prima parte del 2020» (nella foto di Eeva Sutari, il backstage della sfilata della sezione Apartment alla scorsa edizione di Pitti Bimbo).

a.b.
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