Strategie omnichannel

Alessandro Betti (Xmag): «I negozi 4.0 devono essere integrati. E la realtà aumentata sarà il futuro»

In periodo di Covid la selezione anche a livello distributivo si fa durissima: riescono a sopravvivere e a imporsi i negozi che sanno gestire l’omnicanalità in modo efficiente. Un trend destinato a rafforzarsi, come emerge dall’Altagamma Consensus 2021, che prospetta per l’anno prossimo una ripresa globale a doppia cifra del retail fisico, ma solo a patto che sia anche digitalizzato.

Lo conferma Alessandro Betti, fondatore e ceo di Net Srl, software house cui fa capo Xmag, una web application SaaS che permette di gestire le fashion boutique dall’ordine al marchio, fino alla vendita al consumatore finale.

A Xmag e Net Srl si rivolgono in Italia una cinquantina di società della distribuzione moda e lusso, per un totale di 120 shop da Nord a Sud. Più del 30% dei membri di Cbi-Camera Buyer Italia, associazione che rappresenta i 100 multimarca più influenti della Penisola, utilizzano Xmag.

«Tuttora – dice Betti - molti dettaglianti sprecano tempo prezioso, dopo la campagna acquisti, a imputare dati nel sistema, quando in realtà il marchio ha già tutto in digitale. Fondamentale è l’integrazione tra brand e retailer». In passato «c’era un blocco nel fornire il dato degli ordini direttamente dal brand e a oggi per alcuni, spero sempre meno, è ancora così, mentre altri usano piattaforme come Joor e mettono gli ordini a disposizione dei retailer».

Joor e simili non forniscono il dato in modo diretto «ed è per questo che vanno realizzati collegamenti Api, in modo da renderli fruibili in maniera automatica». Della lista di retailer che si avvalgono dei servizi e della consulenza di XMag fanno parte, per citare alcuni nomi, Pozzi Lei a Monza e Treviglio, Papini a Catania e Siracusa, Gibot a Roma, Torregrossa e Inzerillo a Palermo, Bernardelli a Mantova, Satu a Piacenza, Wok a Milano, Vela Shop a Cagliari, Passi & Spassi ed Equipe a Napoli, Crea a Treviglio, Butti a Lecco, Suit a Lecce, Mantovani a Carate Brianza, Petit Madeleine a Termoli, Monti a Cesena, Il Duomo a Novara e Chamonix, Botta a Cuneo, Spinnaker in Liguria e La Ferramenta a Bologna.

Una storia tipicamente italiana è quella di Monti a Cesena: un punto di riferimento storico in città, gestito dai fratelli Stefano e Camilla Foschi, che portano avanti la tradizione di famiglia ma, in un mercato che si è radicalmente trasformato, devono adottare metodologie totalmente diverse da quelle usate dai genitori, anche perché nel tempo i punti vendita sono diventati quattro, con due magazzini.

«Avere tutto sotto controllo, offline e online, è la chiave – osserva Stefano Foschi – e in quest’ottica, insieme a Xmag e ad Alessandro Betti che è praticamente nato in negozio e conosce le nostre problematiche, abbiamo fatto un salto di qualità negli ultimi cinque anni. Non devono esserci sbavature in quello che è un ingranaggio senza soluzione di continuità: dalle boutique fisiche alla gestione delle piattaforme online, compreso il nostro e-shop, fino al monitoraggio costante dei dati di vendita».

Il Duomo, insegna novarese rilanciata da Ercole Cellino, è in piena evoluzione. Recentemente è stato aperto un punto vendita a Chamonix e l’e-commerce ha subito una forte accelerazione. In tandem con Xmag da alcuni mesi, Cellino sottolinea: «Essere competitivi nello scenario attuale significa riuscire avere gli strumenti efficaci per andare facilmente su piattaforme come Farfetch, analizzare il venduto passo dopo passo, nel dettaglio e per sottocategorie, gestire e controllare i flussi di merce nei singoli magazzini per i vari canali, conoscere il
cliente in tutte le sue scelte e abitudini».

«Oggi non si può fare a meno di un gestionale che, oltre a occuparsi delle dinamiche del negozio fisico (dalla cassa pagamenti al rapporto con il cliente), garantisca un inventory system studiato per lo scenario omnicanale e l’internazionalizzazione del business, ottimizzando inoltre i brand per canali distributivi», sintetizza Claudio Betti di Spinnaker ad Alassio, Sanremo e Portofino.

John Thomas de La Ferramenta a Bologna torna sull’importanza di un magazzino allineato con Farfetch e le altre piattaforme, «perché noi dettaglianti italiani siamo locali, internazionali e multicanale. La partita si gioca su più tavoli. Occorrono meno passaggi, ma più efficienza».

Quali le future soluzioni di Xmag per i retailer? «Stiamo valutando integrazioni della Realtà Aumentata (complessità, benefici e costi) – risponde Alessandro Betti – oltre alle etichette Els (Electronic Label System) per l’automazione del prezziario da vetrina con tecnologia e-paper. Sempre attuali l’ingresso dell’Rfid e lo sviluppo dei processi messi a punto per veicolare i dati dell’e-commerce all’interno delle boutique fisiche. Tutto parte da un presupposto, che l'esperienza tra online e store fisico deve essere unica» (nella foto, un Gathering clienti di Xmag in Microsoft).

A cura della redazione
stats