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Confcommercio: «Per il 72% dei consumatori comprare illegale è normale»

Oggi, 22 novembre, si celebra la "giornata della legalità": un'occasione che ha spinto Confcommercio a realizzare l'indagine Legalità, mi piace, dalla quale non arrivano buone notizie.

 

Nel 2016 l'acquisto di prodotti illegali da parte dei nostri connazionali è aumentato dell'1% sul 2015, con un +2,1% dell'abbigliamento. Quasi un italiano su tre ha comprato articoli di questo genere o si è rivolto a soggetti non autorizzati.

 

La moda (comprese le calzature) è, insieme ad audiovisivi, videogiochi e musica, una delle categorie più esposte, complice il dilagare del fenomeno sul web. Il 72% dei consumatori, soprattutto i giovani tra i 18 e i 24 anni, ritiene che spendere per articoli illegali sia «normale» o «utile» per chi è in difficoltà.

 

In generale, la percentuale delle imprese di commercio, turismo, servizi e trasporti danneggiate dall'illegalità nelle sue diverse espressioni è passata dal 62,1% del 2015 al 65,1% di quest'anno.

 

Sono solo alcuni dati dello studio, realizzato in collaborazione con Format Research, che ha collaborato con Confcommercio anche per approfondire il problema del taccheggio, che colpisce due negozi su tre.

 

Donna, di età compresa fra i 35 e i 64 anni, spesso madre di famiglia: questo l'identikit del taccheggiatore tipo, che sempre più spesso (12,4% contro l'11,9%) è extracomunitario.

 

L'idea di istituire una "giornata della legalità" è partita dalla stessa Confcommercio, che oggi tiene a Roma una giornata di studi sul tema, alla presenza tra gli altri del presidente Carlo Sangalli e di Mario Catania, che guida la Commissione Parlamentare Anticontraffazione.

 

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