Su otto mesi impatta la Brexit

Industria italiana della moda: -10% rispetto ai livelli pre-crisi

Fra gennaio e agosto di quest’anno l’industria italiana della moda è cresciuta del 19%, rispetto allo stesso periodo del 2020. La performance, che si confronta con un +26% medio dell’industria manifatturiera nazionale, indica un fatturato in flessione del 10% rispetto ai livelli pre-crisi.

Il trend, segnalato ieri, in concomitanza con la presentazione del prossimo Pitti Uomo (nella foto, un momento della scorsa edizione estiva), è strettamente connesso all’andamento delle esportazioni di moda italiana, che nei primi sette mesi sono salite del 22%, ma registrano un -9,3% se confrontate con il gennaio-luglio del 2019.

Come spiegano dall’Ufficio Studi di Confindustria Moda, dei primi 40 Paesi clienti, 33 hanno fatto registrare una crescita a due cifre, nei primi sette mesi del 2021. Altri sei hanno aumentato la domanda a un tasso a una cifra mentre il Regno Unito, a causa della Brexit, ha diminuito gli acquisti dell’11,2%: si tratta di 164 milioni di export in meno, rispetto al 2020 e di 780 milioni in meno rispetto al 2019.

Archiviata una prima fase dell’anno in cui la domanda si è rivelata euforica, il settore si trova a dovere affrontare un clima di fiducia dei consumatori rassicurante e allo stesso tempo un’offerta che rischia di non arrivare sul mercato in tempi utili, viste le difficoltà logistiche (carenza di container, ingorghi nei terminal e nei porti, aumento dei costi di spedizione). Sull’industria del settore influiscono, inoltre, la forte crescita dei prezzi dell’energia e la prospettiva di nuove spinte inflazionistiche. Dallo scorso giugno i prezzi al consumo in Ue sono saliti del 2%, che corrisponde al target di inflazione della Bce e fa pensare che in futuro l’isituto centrale potrebbe mettere in discussione la politica monetaria espansiva in corso, che ha sostenuto la ripresa.

Il 2022, secondo gli economisti, dovrebbe comunque mostrare una politica monetaria e fiscale nonché una spesa espansive in tutta Europa e in gran parte dei Paesi. La Commissione Europea stima che nel 2022 i consumi privati cresceranno del 6% in Europa (+4,9% in Italia) e del 4,5% negli Usa. Il 2022, secondo gli esperti, dovrebbe risultare un anno di consolidamento della crescita anche per la moda italiana, che potrebbe avvicinarsi molto ai livelli pre-Covid, a condizione che la campagna vaccinale consenta di scongiurare un arretramento sulle politiche di apertura e un ritorno al clima cupo del 2020.

e.f.
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