Tax free shopping

Nervini (Global Blue): «L’Italia può fare di più con l’élite dei viaggiatori»

Il 2019 è stato un anno molto positivo per il tax free shopping in Europa: +10% fra gennaio e ottobre. All’appuntamento odierno con il Bain-Altagamma Luxury Market Monitor 2019, a Milano, Pier Francesco Nervini, chief operating officer di Global Blue per il Nord e Centro Europa, ha spiegato che la crescita di quest’anno è stata trainata dalla Spagna (+20%).

«Il Paese - ha precisato - beneficia di una politica dei visti per lo shopping favorevole e dell’annullamento del minimo di spesa per chiedere il rimborso dell’Iva». L’Italia è al secondo posto per dinamismo (+16%), soprattutto grazie ai turisti cinesi, mentre Germania e Francia si muovono al rallentatore (+2% e +1% rispettivamente).

A rivitalizzare le vendite tax free europee sono stati soprattutto gli americani, in crescita del 25%, seguiti dai viaggiatori del Sud Est Asiatico (+15%) e dei Paesi del Golfo (+13%). I cinesi sono i turisti più presenti, con il 34% del totale ma con un +7% degli acquisti.

«Il tax free shopping parla cinese, ma nel 2019 si assiste a un riequilibrio fra le diverse nazionalità», ha commentato Nervini, spiegando la ripresa degli Usa con l’andamento del cambio. Una novità riguardante il Sud Est Asiatico è l’aumento di thailandesi e indonesiani.

Il manager della società di tax refund ha inoltre sottolineato che gli scontrini medi sono aumentati in tutti i settori e che i tassi di crescita più elevati si registrano in quelli più alti: un fenomeno che si spiega probabilmente con le attività di upselling sui turisti.

Le analisi sul tax free shopping di Global Blue permettono di avere informazioni anche su un segmento preciso, quello di un’élite che in un anno spende in media circa 55mila euro e fa più di tre viaggi, trascorrendo in media 15 giorni in un Paese estero.

Nei primi 10 mesi del 2019 questa fascia ha aumentato gli acquisti del 13% in Europa. Le performance si differenziano a seconda delle nazionalità: +30% nel caso degli americani, +21% gli asiatici del Sud-Est e +20% i cittadini dei Paesi del Golfo, contro il +9% dei cinesi.

Tra tutti gli élite shopper il 31% passa anche per l’Italia. Da noi sono soprattutto cinesi, il 35% del totale, russi (12%), asiatici e arabi (11%) e statunitensi (7%). «Hanno la percezione – ha detto Nervini – che il nostro sia un mercato alto ma non altissimo, contrariamente a quanto avviene per la Francia. Orologi e gioielli, per esempio, sono acquistati altrove e quindi c’è un margine di miglioramento, facendo leva sul percepito».

Per quanto riguarda il 2020, il manager di Global Blue ha affermato: «Siamo ottimisti, ci aspettiamo una crescita sana».

e.f.
stats