tessile

Milano Unica parte con un +14% di espositori. Sostenibilità e tecnologia le nuove sfide

Ercole Botto Poala, presidente di Milano Unica, ha avviato la 26esima edizione di Milano Unica con un tributo al past president Silvio Albini, recentemente scomparso, e un dato positivo: la crescita a due cifre (+14%) degli espositori, arrivati a 470, tenuto conto anche delle imprese degli Osservatori Giappone e Corea.   

 

La buona performance, come ha spiegato il presidente, è legata all’aumento delle aziende che presentano tessuti per il womenswear che avevano già salutato positivamente la scelta dell’anticipo delle date a luglio. «Se il made in Italy fa squadra, alla fine vince», ha sintetizzato.

 

«Anche la nascita di Confindustria Moda è un’opportunità per tutti noi», ha aggiunto, ricordando che nessuno è in grado di superare le nuove sfide da solo.

 

Tra queste la sostenibilità, protagonista nell’area tendenze attraverso le anticipazioni di 50 espositori. «È un numero importante ma ce ne sono altrettante che sono sostenibili e non lo comunicano», ha osservato Botto Poala, ricordando che le certificazioni restano iniziative singole e c’è molta confusione in merito. Fortunatamente, Smi e Camera Moda sono «al rush finale per definire un concetto comune di sostenibilità e affinché sia un investimento sostenibile in termini di costo per tutti».

 

L’altro tema cruciale sono le nuove tecnologie per la moda. «So che il settore soffre della mancanza di tecnici e operai specializzati - ha detto il presidente - ma è giusto occuparci di fashion tech ora, per non trovarci un domani con gli stessi problemi che abbiamo oggi».

 

In tal senso è stato invitato a intervenire David Orban, docente della Singularity University, con base in California e varie sedi all’estero, Italia compresa. «Il nostro compito - ha spiegato - è intercettare il cambiamento per tempo, anche se spesso è coperto da rumori di fondo che impediscono di percepirlo come tale». La tempestività è importante: «Le nuove tecnologie portano a una fase inizialmente innocua a un’altra dirompente».

 

Il suo consiglio è coinvolgere le persone più capaci in azienda, a tutti i livelli gerarchici, e portarli a sperimentare attraverso le innovazioni tecnologiche disponibili.

 

A fare scuola il caso di Google, quando decise di lasciare ai dipendenti un 20% del loro tempo in azienda libero. Fu così che uno di loro ebbe un’intuizione che portò alla nascita di Gmail.  

 

Chiudendo la cerimonia di apertura Botto Poala ha ricordato il nuovo spazio Eyes on me, dedicato ai giovani stilisti, che mostrano 20 collezioni complete. Agli studenti delle scuole di moda (e non solo) è dedicata la seconda edizione di Back to School (l’8 mattina), che stavolta vede la partecipazione di Alessandro Sartori, direttore artistico di Ermenegildo Zegna.

 

stats