Tra evento e manifesto

La moda sostenibile è a WSM Fashion Reboot

White Milano punta tutto sulla sostenibilità con WSM Fashion Reboot, in programma l’11 e il 12 gennaio al Base Milano.

Tra evento e manifesto, WSM Fashion Reboot nasce dalla sinergia con Camera Moda, Camera Buyer e Confartigianato e ha il sostegno del Mise e dell’Agenzia Ice, nonché il patrocinio del Comune di Milano.

L’intento comune è mettere in connessione il fashion design sostenibile e le tecnologie correlate con gli addetti ai lavori della moda e i consumatori, per portare a un cambiamento concreto, dalla produzione ai consumi responsabili.

Lo spazio dell’ex-Ansaldo-Base apre, al piano terra, con un estratto della mostra Sustaibable Thinking in corso a Firenze. Alcuni modelli dell’archivio della Salvatore Ferragamo illustrano come il fondatore della maison sia stato un antesignano della sperimentazione sui materiali tra cui carta, corteccia d’albero, rafia, pelle di pesce e cellophane.

Al primo piano sono presenti un marchio iconico della moda britannica come Vivienne Westwood, la label Bethany Williams, che di recente ha vinto il Fashion Award come migliore designer emergente del menswear e, da Los Angeles, il marchio di denimwear femminile Boyish Jeans, fondato da Jordan Nodarse

Inoltre espongono designer come Gilberto Calzolari, Selfi, Aagè e aziende come Paul&Shark, Neubau Eyewear e Regenesi.

Fra le realtà del tessile sotto i riflettori Candiani Denim, Albini Group, Canepa e Orange Fiber, ma si possono incontrare anche esperti di tecnologie e servizi come 1Trueld (etichetta digitale per la tracciabilità), Lablaco (piattaforma che favorisce l’economia circolare nel fashion) e ArchiLab (beauty).

In collaborazione con Cittadellarte Fondazione Pistoletto presentano le loro collezioni di moda responsabile Tiziano Guardini, Flavia La Rocca e Bav Tailor, a cui si aggiungono le proposte di talenti internazionali come Helen Kirkum, Infinitum e Corrina Goutos legati al progetto no-profit A New Awareness.

Non mancano alcune eccellenze dal Perù e una collettiva di designer danesi, grazie alla collaborazione con la Reale Ambasciata di Danimarca.

La due giorni include una serie di talk con l'hashtag #FashionForPlanet, per cogliere il punto di vista dei buyer italiani, in occasione dei 20 anni di Camera Buyer Italia, e workshop che coinvolgono il movimento per la moda responsabile Fashion RevolutionCittadellarte Fashion B.E.S.T., laboratorio per sviluppare la sostenibilità bio-etica nel settore tessile.

Sabato 11, alle 14.30, debutta il contest Sustainable Manufacturing and Responsible Innovation Technologies, per valorizzare le startup che progettano prodotti e servizi sostenibili.

L'iniziativa è coordinata da Francesca Romana Rinaldi, direttore del master in Brand & Business Management e del corso New Sustainable Fashion del Milano Fashion Institute e docente presso l’Università Bocconi e la SDA Bocconi School of Management.

Seguirà la presentazione del libro Fashion Industry 2030, scritto dalla stessa Rinaldi con prefazione di Matteo Marzotto, presidente di Dondup, e postfazione di Matteo Ward, co-fondatore del marchio Wråd nonché direttore creativo di WSM Fashion Reboot (nella foto, un look di Tiziano Guardini).

e.f.
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