tra le bourget e nord villepinte

Nel vivo di Texworld e Première Vision Paris

Tessile protagonista a Parigi, con i due saloni Texworld (iniziato ieri) e Première Vision, che apre i battenti oggi. Entrambi durano fino al 19 settembre, uno nel centro espositivo Le Bourget e l'altro a Paris Nord Villepinte.

Sono oltre 1.850 da 30 Paesi gli espositori di Texworld, il salone organizzato da Messe Frankfurt France, il cui presidente e ceo Michael Scherpe sottolinea: «Siamo più che mai sintonizzati con il mercato: lui cambia e anche noi siamo in costante evoluzione».

29mila i visitatori attesi da 110 nazioni, per una manifestazione multietnica, che fa da cassa da risonanza a espositori da tutto il mondo, compresi gli specialisti del sourcing: solo per fare alcuni nomi, arrivano dall'India realtà verticalizzate come Benswara Syntex e Reliance, mentre il Pakistan schiera tra gli altri Kamal Limited e Kohinoor Mills.

50 espositori sudcoreani si presentano nel padiglione dedicato a questo Paese. Quello dedicato ai player taiwanesi conta una ventina di nomi, tra cui Hi-Tech e Regiant Industrial. L'Hong Kong Pavilion fa da cassa di risonanza a 12 aziende.

Texworld non è solo prodotto: nelle cosiddette agorà si discute delle tematiche più attuali del momento, dal filone green alla blockchain. Non mancano le sfilate, in tutto 23. Per fare luce sulla creatività emergente, è da scoprire la collezione Anomalous di Ha Eun Bae, che ha vinto la South African Young Designers Competition. Infine un premio ai tessile più innovativo, l'Avantex Fashion Pitch.

Passando a Première Vision, il numero dei partecipanti è in crescita del 2,5% rispetto a un anno fa: scendono in campo 2.056 realtà, tra cui 230 new entry. Alta come di consueto la percentuale di italiani, circa 620.

Sei le sezioni della manifestazione di Paris Nord Villepinte: Yarns, Fabrics, Leather, Designs, Accessories, Clothing. Fra i temi alla ribalta la produzione responsabile, che diventa il fulcro della nuova Smart Creation Area, in precedenza chiamata The Smart Square: uno spazio esteso su circa 1.200 metri quadri, in cui si ritrovano una cinquantina di produttori votati alla sostenibilità.

«L'eco-consciousness è un valore non solo etico, ma commerciale», commenta Chantal Mallingrey, marketing director del salone e program manager della Smart Creation Area.

Non a caso ieri, alla vigilia della kermesse, ha fatto il suo debutto a Parigi il Sustainable Leather Forum, un'iniziativa del Conseil National du Cuir, supportata dal Ministero dell'Economia nazionale.

Da notare che, in collaborazione con l'Institut Français de la Mode, gli organizzatori di PV hanno messo a punto uno studio sui consumi eco-responsabili di prodotti di moda. Questi alcuni dati eclatanti, emersi da un sondaggio tra 5mila fra tedeschi, italiani, americani e francesi: ognuno di loro ha comprato nel 2019 almeno un articolo moda sostenibile. I più virtuosi (55%) si trovano negli Usa, ma secondi a sorpresa siamo noi italiani (47%), seguiti a ruota dai cugini d'oltralpe (46%) e dai tedeschi (43%).

Tornando al centro espositivo di Nord Villepinte, la sezione Sport & Tech nella hall 6 è in espansione, con un'ottantina di espositori: pare che nell'Esagono i consumatori indossino sportswear almeno un giorno su cinque e il 25% di loro definisce questo stile "trendy".

Non sorprende quindi che Première Vision abbia lanciato a metà agosto negli States, a Portland, un evento focalizzato su questo settore. Congelato invece Première Vision Istanbul, che era stato avviato nel 2014, dopo la chiusura del salone di Mosca (nella foto, buyer a Première Vision Paris).

a.b.
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