il servizio di riparazione è un progetto fra i tanti

Zalando: «Prolungheremo la vita di 50 milioni di capi entro il 2023»

Prolungare la vita di almeno 50 milioni di articoli di moda entro il 2023 è l'obiettivo di Zalando, piattaforma di e-commerce di moda e lifestyle che sta investendo nella transizione verso un sistema circolare, in base alla sequenza Prendi - Produci - Usa - Smaltisci.

Innanzitutto l'e-tailer sta collaborando con la Fondazione Ellen MacArthur e la startup berlinese Circular Fashion per fare passi avanti nell'ambito del design circolare: rientra in quest'ambito l'ampliamento della capsule RedeZign for Circularity, sinonimo di 50 capi all'interno della private label Zign, suddivisi tra menswear, womenswear, calzature e accessori, tutti dotati di un passaporto digitale. Scannerizzando un QR sull'etichetta i clienti possono scoprire dove un prodotto è stato realizzato, come prendersene cura e con quali modalità scambiarlo su Zalando.

A partire da lunedì 11 ottobre, inoltre, parte la sperimentazione di servizi di riparazione e cura degli indumenti, iniziando con Berlino (dove l'azienda ha i suoi headquarters), in tandem con la giovane azienda londinese Save Your Wardrobe, artefice dell'omoima app. La seconda tappa sarà Düsseldorf, per poi estendere il raggio d'azione ad altri mercati.

Il second hand, lanciato oltre un anno fa - era il settembre 2020 - sta dando ottimi risultati: dal debutto, come specificano i portavoce di Zalando, l'offerta si è decuplicata, passando da 20mila a più di 200mila articoli.

In primo piano anche le nuove tecnologie di riciclo: il player dell'e-commerce sta investendo nel gruppo di rigenerazione tessile Infinited Fiber Company, focalizzato sulla messa a punto di una fibra circolare di alta qualità, derivante dagli scarti tessili. Lo smaltimento di questi ultimi è al centro di una piattaforma open source, nel contesto del progetto Sorting For Circularity, che vede Zalando in campo insieme a Fashion for Good.

Questo progetto è destinato a fornire un'analisi completa dei rifiuti tessili, grazie a una tecnologia avanzata basata sui raggi infrarossi. In parallelo, verrà mappata la capacità degli impianti di riciclaggio tessile. La ricerca porterà a una piattaforma digitale aperta, che metterà in contatto chi si occupa di riciclaggio e i selezionatori di rifiuti tessili, costruendo un'infrastruttura che nei prossimi anni vada in direzione di un'ulteriore circolarità.

Detto per inciso, Zalando fa parte dell'edizione europea di Accelerating Circularity, che favorisce l'incontro tra brand, retailer, operatori del riciclo e selezionatori al termine della vita degli indumenti, per capire dove vanno a finire i prodotti ed evitare la discarica.

Lara Coppen, responsabile della circolarità di Zalando, cita un rapporto dell'e-tailer, in base al quale oltre il 60% dei consumatori ritiene importante che i propri vestiti abbiano una seconda occasione, piuttosto che essere buttati via.

«Il nostro obiettivo - ribadisce - è stimolare e cambiare i comportamenti, indirizzandoli verso prodotti ed esperienze circolari. Non abbiamo ancora tutte le risposte, ma stiamo collaborando con importanti fautori del cambiamento del settore, testando e ampliando soluzioni per effettuare la transizione a un modo di lavorare completamente circolare».

a.b.
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