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Riparte la pelletteria (+1,6%): si sblocca la Russia, la Brexit frena il Regno Unito

Nel 2016 la pelletteria inverte la rotta e riprende a crescere, con un turnover che supera i 7 miliardi (+1,6%). Il fatturato dei prodotti in pelle aumenta dell'1,4%, con un valore di poco superiore ai 5 miliardi. Ancora più positive le performance degli articoli in sintetico, in progresso dell'1,9%, a 1,4 miliardi.

 

A sostenere questa inversione di tendenza, come hanno spiegato i vertici di Aimpes (Associazione Italiana Manifatturieri Pelli e Succedanei) nel corso dell'assemblea annuale del 6 maggio, sono stati i consumi delle famiglie italiane, che nel 2016 hanno ripreso a spendere (+1,1%) in quantità e in misura minore nella spesa (0,2%).

 

Positivo anche l'export, che nel 2016 raggiunge i 6,6 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con i risultati dell'anno precedente (6,4 miliardi), trainato da Paesi come Francia e Germania, che confermano essere mercati di riferimento solidi per il made in Italy, e da Usa, Emirati Arabi e Cina, seppur caratterizzati da un «andamento contrastante».

 

L'effetto Brexit ha invece penalizzato i flussi commerciali verso il Regno Unito, mentre fra i Paesi da tenere d'occhio c'è la Polonia.

 

Quanto alle aree extra Ue, in ascesa sono Giappone, Hong Kong e Corea del Sud, oltre a Ucraina, Canada e Australia.

 

Una menzione a sé merita la Russia, che dopo una lunga crisi si è rimessa in carreggiata, con un fatturato in espansione del 13% e un volume di acquisti di pelletteria proveniente dall'Italia in crescita del 12,8% (nella foto, uno scatto dell'ultimo Mipel).

 

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