Un bilancio di Assocalzaturifici

Calzature made in Italy: -25% i ricavi, -15% l’export

La pandemia colpisce duramente il calzaturiero italiano. Nel 2020 il settore ha perso circa un quarto della produzione e dei ricavi e l’export è sceso a due cifre.

Nei dati del 2020 elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici, i ricavi dell'industria calzaturiera sono diminuiti del 25,2% a 10,7 miliardi e la produzione ha accusato una flessione del 27% a 130,5 milioni di paia. Le esportazioni si sono ridotte del 14,7% in valore e del 17,4% in quantità.

«Il 2020 ha avuto pesanti conseguenze economiche per il nostro settore - commenta Siro Badon, presidente di Assocalzaturifici -. Oltre ad aver lasciato sul terreno circa un quarto della produzione nazionale e del fatturato, dobbiamo registrare anche un drastico calo dei consumi delle famiglie italiane, sia nella spesa (-23,1%) che nelle quantità (-17,4%)».

Si tratta di una flessione importante, malgrado la crescita a doppia cifra del canale online, che non riesce a tamponare il crollo dello shopping dei turisti, specialmente per le fasce lusso.

«Il trend - continua Badon - è destinato a rimanere sfavorevole nel primo trimestre dell'anno corrente, iniziato con una stagione dei saldi largamente sottotono. Gli imprenditori del comparto stimano in media un calo del fatturato pari al 15% tendenziale. Evidentemente la ripartenza è rinviata alla seconda metà del 2021, auspicando che un soddisfacente ed esaustivo piano di vaccinazione porti progressivamente a un ritorno alla normalità perduta, anche se il recupero dei livelli pre-Covid appare ancora lontano».

In base al Fashion Consumer Panel di Sita Ricerca, lo scorso anno in Italia sono stati acquistati 26 milioni di paia in meno rispetto al 2019 e in media i prezzi sono scesi del 6,8%. Uno dei segmenti più colpiti è quello delle scarpe classiche uomo e donna (con cali di poco inferiori al 30% in quantità). Le calzature bimbo e quelle sportive contengono la flessione al 15% circa e il segmento pantofoleria/relax registra un -6%.

Una nota positiva riguarda le vendite online in Italia: +30% in quantità e +17% in valore, con un incidenza sul totale del 21,4%, dal 14% del 2019 e dal 3,6% del 2013.

e.f.
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