Un messaggio di ottimismo

Apple: tutti gli store cinesi rialzano le saracinesche

Mentre in Italia si fanno i conti con il diffondersi del coronavirus, in Cina il peggio sembra essere passato e i nuovi casi sono ai minimi assoluti (solo otto nelle ultime 24 ore). È il momento di tornare a vivere. Per questo Apple ha deciso di riaprire tutti i suoi punti vendita nel Paese.

Da oggi i 42 Apple store in Cina hanno alzato le saracinesche, anche se alcuni osservano ancora orari ridotti. 

I punti vendita erano stati bloccati agli inizi dello scorso mese fino al 9 febbraio, ma la data era stata posticipata a causa del protrarsi dell'emergenza. Poi erano stati riavviati con grande difficoltà per le rigide misure contro la diffusione del contagio. 

La scorsa settimana erano 38 quelli operativi, ai quali si sono aggiunti anche gli ultimi quattro, secondo quanto riportato sul sito web della società californiana.  

Il colosso americano è stato duramente colpito dall’epidemia: in base alle stime, lo scorso mese in Cina sono stati venduti meno di 500mila iPhonein totale. 

La riapertura degli store della mela, insieme a quelle di alcuni punti vendita di H&M e Uniqlo/Fast Retailing, rappresenta anche per l'Italia un messaggio di speranza e una testimonianza concreta che il rispetto delle regole paga.

 

 

 

Intanto Apple ha aggiornato il suo assistente vocale Siriin modo che alle domande sul coronavirus indirizzi sui portali delle autorità sanitarie nazionali. Un modo per arginare la circolazione di fake news e la disinformazione. 


In Italia per qualsiasi informazione sul virus, Siri rimanda al sito del del ministero della Salute dedicato al Covid-19. Google, invece, in risposta a domande precise, mostra una selezione di articoli dalle principali testate nazionali.

c.me.
stats