Un report di Cisco

Consumer privacy: i consumatori vogliono più trasparenza sulla gestione dei dati

Ci vorrebbe una maggiore trasparenza su come vengono usati i dati personali e c’è scarsa fiducia su come l’intelligenza artificiale li utilizza: questi i due aspetti principali che emergono dal Cisco Consumer Privacy Report 2022, analisi annuale del colosso informatico americano sulle percezioni e i comportamenti dei consumatori in materia di privacy.

Un sondaggio a 2.600 adulti in 12 Paesi, svoltosi nel mese di giugno 2022, rileva che negli anni sta aumentando la quota di quanti reputano il modo in cui un’azienda tratta i dati personali indicativo di come ciascuno è visto come consumatore. Nel 2022 lo dice l’81% del campione, contro il 77% del 2021 e il 74% del 2019.

Alla domanda “Che cosa devono fare imprese e altre organizzazioni per creare fiducia nei consumatori in merito ai loro dati personali?”, la maggior parte (39%) risponde che devono fornire informazioni chiare in merito all’utilizzo dei dati personali. Il 21% sostiene che le organizzazioni devono evitare di vendere i dati e un altro 20% che devono rispettare tutte le norme sulla privacy.

A proposito della capacità di proteggere i propri dati il 43% dei sondati ritiene di non essere in grado.  La ragione principale (79% del panel) è che non si riesce a capire cosa le aziende stiano facendo con i dati personali, mentere il secondo motivo è il fatto che è necessario accettare come usano i dati personali, se si vuole usufruire di un dato servizio (per il 51% di chi ha risposto).

Tra coloro che hanno deciso di cambiare azienda/fornitore per sentirsi più protetti, i meno dinamici sono gli europei, compresi Regno Unito (21%), Francia (25%) e Italia (27%), mentre India (68%) e Cina (53%) risultano molto più attivi.

Agli intervistati è stato anche chiesto di entrare nel merito delle azioni che intraprendono per proteggere i loro dati (vedi infografica in alto). Il 58% dichiara di leggere le informative sulla privacy prima di accettarle e il 53% di gestire le impostazioni dei cookie prima di accettare tutti quelli di un sito web. Il 46% di chi ha un dispositivo di ascolto domestico dichiara di spegnerlo regolarmente per proteggere la propria privacy. Il 45% utilizza uno schermo per la privacy sul proprio computer.

Un altro tema indagato è l’uso dei dati personali da parte dell’Intelligenza Artificiale. Il 43% del panel riconosce che questa tecnologia può essere utile per migliorare la vita, dallo shopping ai servizi di streaming fino all'assistenza sanitaria. La maggioranza degli intervistati (54%) è inoltre disposta a condividere i propri dati personali anonimizzati, per contribuire a migliorare i prodotti e le decisioni attraverso l’IA. Tuttavia, il 60% dei consumatori esprime preoccupazione per il modo in cui le organizzazioni utilizzano i dati personali per l'IA e il 65% dichiara di aver già perso un po’ di fiducia nelle organizzazioni a causa dell'uso dell'IA.

Secondo Cisco le organizzazioni possono adottare delle misure per ridurre la reticenza e il potenziale impatto negativo delle applicazioni di IA sui clienti. Tra queste c’è l'uso di principi di IA responsabile, istituendo una metodologia responsabile e un quadro di governance. L'utilizzo dell'IA andrebbe inoltre  verificato, per individuare eventuali pregiudizi non intenzionali, e sarebbe meglio coinvolgere un essere umano nel processo decisionale, oltre a spiegare come funziona l’applicazione di IA (quali fattori vengono considerati e come vengono prese le decisioni in modo automatico), dando ai consumatori anche la possibilità di rinunciare. Circa due terzi degli intervistati ha dichiarato che ognuno di questi passaggi li aiuterebbe a sentirsi più a proprio agio con l'Intelligenza Artificiale di un'organizzazione.

Il report conclude indicando che il Governo dovrebbe assumere un ruolo di primo piano nella protezione della privacy, stando alla maggior parte degli interpellati (35%), che mettono al secondo posto le aziende private (21%). In Italia, nello specifico, il 59% degli intervistati ritiene che le leggi a protezione dei personal data abbiano un impatto positivo.
e.f.
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