un report di smi

La tessitura italiana avvia il 2017 con un «discreto dinamismo»

Partenza con segno positivo per la tessitura italiana (in lana, cotone, lino, seta e a maglia). In base a un report di Smi, tra gennaio e marzo la produzione industriale è cresciuta del 2%. L'export ha registrato un incremento del 3,5%.

 

Il comparto laniero, che rappresenta una quota del 40% della produzione nazionale di tessuti (nella foto, un impianto della tessitura Botto Giuseppe a Valle Mosso, Biella), ha registrato una crescita dell'export del 3,1%.

 

Invertendo il trend negativo, il cotoniero (20% del totale nazionale) ha realizzato un +6,8% delle vendite estere, mentre la maglieria ha messo a segno un +4,8%. In flessione i tessuti linieri (-9,7%) e serici (-6,9%).

 

Con il calo dell'1,2% delle importazioni, il trimestre termina con un saldo commerciale attivo per circa 397 milioni di euro.

 

A livello di mercati di sbocco spicca la Cina, che con un +22% ha quasi raggiunto in volume gli Stati Uniti: rispettivamente 45 e 46 milioni di euro gli acquisti di tessile italiano tra gennaio e marzo.

 

Inoltre la Repubblica Popolare, unita a Hong Kong, totalizza 78 milioni di euro di importazioni, non troppo distanti ormai dalla Germania (81 milioni, -2,8%), il maggiore cliente di tessuti italiani, che nel quarter ha ridotto gli acquisti del 2,8%. Romania e Francia - rispettivamente secondo e terzo maggiore buyer - hanno diminuito gli ordini del 5,8% e 5%. 

 

Tra i mercati più in accelerazione spiccano Spagna, (+13,8%), Hong Kong (+10,8%) e Corea del Sud (+68%).  

 

Il «discreto dinamismo» del primo trimestre deve fare i conti, secondo i ricercatori di Smi, con le molte incognite di natura economica e politica, che «rendono incerte le ipotesi di scenario per la tessitura».

 

«Le simulazioni econometriche elaborate in collaborazione con l'università Liuc - concludono dall'ufficio studi di Sistema Moda Italia - indicano comunque un trend positivo per i 12 mesi, in accelerazione rispetto al 2016».

 

Lo scorso anno l'industria italiana dei tessuti ha realizzato 7,8 miliardi di fatturato (-0,9%) e 4,3 miliardi di vendite all'estero (-1%).

 

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