un webinar di global blue

Brexit: un'opportunità per il turismo e lo shopping in Italia

Dal primo gennaio 2021 i cittadini britannici possono accedere ai servizi di Tax Free Shopping, essendo ormai fuori dall'Europa. Un potenziale di entrate di 2,6 miliardi di euro che i retailer del Vecchio Continente, in primis gli italiani, non devono lasciarsi sfuggire.

Da questo presupposto è partito il webinar Brexit, un'occasione di rilancio per il turismo italiano, organizzato da Global Blue, realtà leader nel Tax Free Shopping. Un evento moderato da Simone Filippetti, corrispondente da Londra de Il Sole 24 Ore, che ha visto tra i relatori Stefano Rizzi (country manager di Global Blue Italia), Alessandra Priante (direttore Europa di World Tourism Organization), Giorgio Palmucci (presidente di Enit) e Luis Millan (market research manager di ForwardKeys).

In base ai dati forniti da Global Blue, prima della pandemia i viaggiatori inglesi rappresentavano la quarta nazionalità tra coloro che sceglievano come destinazione il nostro Paese. Oggi l'Italia ha guadagnato un punto, salendo al terzo posto, con un aumento addirittura di quattro punti percentuali rispetto al 2019.

Segnali che vanno colti al volo, anche perché l'impatto del virus sul turismo è stato devastante. «Anche se nel primo trimestre di quest'anno, grazie alle prime e timide riaperture, in Europa si è verificata una minima ripresa - ha osservato Alessandra Priante - stimiamo che, solo nel Vecchio Continente, siano stati andati in fumo 70 milioni di posti di lavoro diretti. Una perdita di trilioni di dollari molto più grave, se comparata ai periodi di diffusione della Sars o alla crisi finanziaria del 2008».

I primi due ostacoli da superare, secondo Priante, «sono le restrizioni ancora in vigore e l'incertezza su ciò che succederà. Per riprendersi, infatti, il turismo ha bisogno soprattutto di programmazione. È necessario recuperare la fiducia dei potenziali turisti, in modo che il viaggio torni a essere visto come qualcosa di leggero e piacevole».

Anche dopo la pandemia, che comunque sembra davvero allentare la morsa grazie alla campagna vaccinale, la sicurezza rimarrà un elemento imprescindibile per gli operatori, che nonostante le difficoltà economiche hanno investito molto su questo fronte.

Ne è convinto Giorgio Palmucci, che sottolinea: «Negli ultimi 12 mesi ci siamo resi contro cosa significa l'azzeramento del turismo, che rappresenta il 13% del Pil». Palmucci ha ricordato, tuttavia, che l'appeal della Penisola non si discute: «Restiamo una destinazione ambita, con un'offerta così ampia, da permetterci di avere turisti tutto l'anno».

«I cittadini UK, tra i più avanti nella campagna vaccinale - ha spiegato Stefano Rizzi - rappresentano un mercato importante per l'Italia, la terza meta preferita per i britannici, con flussi in aumento fino all'irrompere della pandemia».

La possibilità dopo la Brexit che questi traveller accedano ai servizi Tax Free «equivale a miliardi di potenziali entrate. Se non vogliamo essere scavalcati da altre nazioni dobbiamo abbassare la soglia per il recupero Iva da acquisti. Altrimenti saremo meno attrattivi rispetto ai competitor».

L'ultima parola è spettata a Luis Millan: «Abbiamo notato che negli ultimi mesi gli acquisti di biglietti aerei da parte di cittadini britannici hanno registrato un picco - ha esordito - in occasione di notizie positive riguardo alle condizioni di viaggio».

«Ci aspettiamo - ha proseguito - che quando l'Italia verrà inclusa nella lista verde delle destinazioni da oltremanica si verificherà una rapida reazione della domanda UK, come è già successo con il Portogallo».

«Dai dati delle prime prenotazioni - ha puntualizzato Millan - emerge che ora la permanenza dei turisti in arrivo, rispetto a due anni fa, è di più notti e che aumentano le singole persone, o i piccoli gruppi da tre o da cinque viaggiatori, che prenotano le trasferte».

Le occasioni da cogliere non mancano anche nei mercati non Ue: «I dati ci dicono che tra i visitatori provenienti da Usa ed Emirati crescono i voli prenotati in cabine premium, quindi da parte di una platea con maggiori possibilità di spesa».

Nell'esercizio chiuso il 31 marzo scorso Global Blue, che conta oltre 2mila dipendenti in più di 50 Paesi, ha gestito a livello globale 35 milioni di transazioni Tax Free Shopping, per un valore complessivo di vendite in negozio pari a 18,5 miliardi di euro, oltre a 31 milioni di transazioni attraverso i servizi Added-Value Payment per 4,4 miliardi di euro di vendite instore.

Nella foto, Galleria Vittorio Emanuele a Milano
a.b.
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