Una leva strategica anche per la moda

PwC: nel 2021 la liquidità spingerà le M&A

Nel 2020 il settore consumer ha registrato un calo del 13% a volume e del 3% in termini di valore delle operazioni M&A a livello globale rispetto al 2019. In Italia l’attività M&A nel consumer market segna un -25% a volumi, ma un aumento del +181% a valore (vs. il 2019), grazie a importanti operazioni annunciate nei comparti gaming, entertainment & fashion. 

Lo riferisce l’ultima edizione dello studio PwC Deals Global and Italian M&A trends sull’anno 2020 dedicato al settore consumer. 

In Italia il comparto moda, grazie ai deal Permira/Golden GooseMoncler/Stone IslandStyle Capital SGR/Zimmermann, ha registrato un aumento del 177% a valore, a fronte di un calo del 51% a volumi.

L'M&A è vista sempre più come una leva chiave di creazione di valore, soprattutto per i comparti con modelli di business tradizionali che non hanno saputo rispondere prontamente ai mutati bisogni dei consumatori, spiega una nota.

Come riferisce Emanuela Pettenò, partner di PwC Italia e consumer & markets deals leader, «nel 2021 ci aspettiamo che gli alti livelli di liquidità continuino a spingere l'attività di M&A. In alcuni mercati, tra cui gli Stati Uniti, saranno le Ipo (anche a mezzo Spac) a guidare i processi di consolidamento della filiera. In Italia ci attendiamo un aumento delle ristrutturazioni finanziarie e operative, in particolare nel retail tradizionale non food, nella ristorazione e nel turismo, che sono stati i più penalizzati a livello di M&A nel 2020».

Per quanto riguarda la moda, nel 2020 il comparto ha registrato un calo del 17% del volume delle operazioni M&A a livello globale, bilanciato da un incremento del 19% in termini di valore rispetto al 2019, che riflette tre operazioni italiane annunciate (e chiuse) dopo l’inizio della pandemia, Permira/Golden GooseMoncler/Stone Island e l’acquisizione della maggioranza del brand australiano Zimmermann da parte di Style Capital Sgr.

A livello italiano, come si diceva, queste tre operazioni hanno portato a un aumento del +177% a valore sul 2019, a fronte di un -51% del numero delle operazioni concluse.

Le categorie più attrattive sono state apparel (soprattutto casual), footwear e sportswear, a livello sia globale che italiano.

Se nel mondo le operazioni guidate da investitori strategici continuano a rappresentare circa il 70% di quelle annunciate (in linea con il 2019), nel mercato italiano i fondi di private equity hanno un peso sempre maggiore: superano infatti il 60% delle operazioni annunciate nel 2020, a conferma dell’interesse dei soggetti finanziari nel comparto italiano della moda, soprattutto a sostegno di operazioni di integrazione di filiera, ma anche dello sviluppo dei brand nazionali ed esteri.

«L'M&A nel comparto fashion continuerà a rappresentare una leva chiave di creazione e protezione del valore, agevolando la trasformazione del modello di business delle aziende più tradizionali, soprattutto in ambito digital e con operazioni di filiera», è il commento di Emanuela Pettenò e di Anna Nasole, director Deals di PwC.

«I fondi di private equity - concludono - possono essere partner che, oltre alle risorse finanziarie per gestire il cambiamento, apportano anche competenze, relazioni ed esperienza internazionale. La struttura delle operazioni dovrà comunque garantire un giusto equilibrio fra attrattività per il venditore e protezione per l’acquirente, tramite earn-out/vendor loan, in modo da agevolare l’incontro tra domanda e offerta, soprattutto in presenza di fatturati e ebitda depressi e non rappresentativi del valore dei brand».

c.me.
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