Un sondaggio One Poll

Impatto della moda sull'ambiente: si preoccupa solo il 30% degli italiani

In un contesto inflazionistico come quello attuale, quando si tratta di acquistare capi di abbigliamento gli italiani considerano prioritario il prezzo, rispetto ad altri fattori tra cui il comfort, la qualità, lo stile e l’impatto sul pianeta. È quanto emerge da una ricerca commissionata dall’insegna Primark a One Poll, che nel periodo fra il 18 e il 23 agosto ha interpellato mille italiani.

Se il 35% del campione considera soprattutto il cartellino, meno di un terzo degli acquirenti (30%) si dice preoccupato per l'impatto della moda sul pianeta.

I consumatori della Penisola percepiscono tutt’ora l'abbigliamento sostenibile come più costoso rispetto alle scelte tradizionali: il 31% degli intervistati è disincentivato all’acquisto. Stando all’indagine, le altre ragioni che scoraggiano i consumatori a comprare proposte green sono soprattutto il non sapere dove trovarle (21%) e il non essere in grado di creare abbinamenti e/o dar vita a un guardaroba più sostenibile (20%).

Dal sondaggio emerge inoltre che il 95% dei consumatori italiani sta facendo i conti, seppure in misura differente, con gli effetti dell’inflazione nella propria quotidianità e il 48% dei consumatori italiani nella fascia 18-44 anni teme che l’aumento del costo della vita non gli permetta di mantenere il suo stile di vita abituale.

Il loro shopping di moda, con il budget che deve restare contenuto, si sta concentrando sui capi essenziali: lo dice il 39% del campione, percentuale che sale al 46% tra gli over 65. Il 19% ha scelto di creare un guardaroba all’insegna del minimalismo, mentre altri hanno iniziato a riparare i capi danneggiati e a frequentare reseller (17%). Solo l’11%, però, ha fatto ricorso all’acquisto di abbigliamento usato.

Sulla base di queste indicazioni, Primark ha lanciato una serie di capi essenziali per l’A-I 2022/2023. Da questo mese, inoltre, i negozi dell’insegna faranno confluire tutte le T-shirt basiche nella gamma di capi essenziali a marchio Primark Cares (nella foto). Dalla ricerca emerge, infatti, che le T-shirt a maniche corte sono l'unico capo che non manca mai nel guardaroba (lo dice il 34% degli italiani).

Via via nel tempo tutto il cotone delle t-shirt più accessibili delle collezioni uomo e bambino proverrà dal Programma per il Cotone Sostenibile di Primark. Il marchio si è impegnato a riciclare il 100% del cotone dei suoi capi, biologico o proveniente dal Programma per il Cotone Sostenibile, entro il 2027. Al momento quasi il 40% dei capi di abbigliamento del brand è realizzato con materiali riciclati o provenienti da fonti più sostenibili, ma l’idea è di arrivare al 100% entro il 2030. L’azienda irlandese controllata da Associated British Foods ha inoltre lanciato un glossario delle fibre tessili, per aiutare i clienti a fare scelte più informate sapendo cosa c'è dietro le etichette dei capi di abbigliamento.

Recentemente il management ha prospettato, per il prossimo esercizio fiscale, margini operativi inferiori alla cifra risultante nella seconda metà dell’esercizio in corso per effetto dell’inflazione, che andrà a colpire il reddito disponibile dei consumatori e dell’aumento dei costi, legato al rafforzamento del dollaro e all’aumento del prezzo dell’energia.

e.f.
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