Un’analisi Confcommercio

Consumi di maggio: moda ancora lontana dai numeri del 2019

L’Indicatore dei consumi di Confcommercio di maggio segnala una crescita generalizzata del 14,1%, rispetto al maggio 2020 (quando l’Italia usciva gradatamente dal lockdown rigido), ma il livello di spesa risulta ancora inferiore del 15,2% rispetto a maggio 2019.

Le famiglie italiane hanno speso maggiormente in servizi (+42%) mentre la crescita della spesa in beni di consumo risulta più contenuta (+6,9%).

Il comparto abbigliamento e calzature, in particolare, ha registrato un +13%, dopo il +238,5% di aprile e il +94,1% di marzo. Come spiegano da Confcommercio gli importanti incrementi tendenziali degli ultimi mesi hanno solo attenuato le perdite. Se si confrontano i consumi di moda di maggio 2021 con l’analogo periodo del 2019 risulta una variazione negativa superiore al 30%.

L’associazione di categoria resta fiduciosa. «Sembra che le famiglie non faranno mancare il proprio contributo alla crescita, con consumi in ripresa leggermente più rapida di quanto stimato in passato», dicono dall’Ufficio Studi.

«Nell'ipotesi di assenza di nuove ondate di contagi, si può guardare con salda fiducia a una ripresa economica significativa - aggiungono - nonostante la situazione ancora molto difficile del terziario di mercato, in particolare della filiera turistica in senso lato».

Quanto al sentiment delle imprese del commercio al dettaglio, in maggio ha registrato un incremento del 3,4%

L’Ufficio Studi ha anche stimato una crescita del Pil di giugno del 2,9% rispetto a maggio e del 13,2% rispetto al giugno 2020.

Questo mese i prezzi al consumo sono previsti in aumento dello 0,2% in termini congiunturali e dell’1,4% su base annua, confermando la tendenza a un moderato incremento dell’inflazione che potrebbe subire un’ulteriore accelerazione nei mesi estivi.

La previsione del +3,8% dei consumi interni per tutto il 2021 viene confermata, con l’avvertenza che «i rischi di una sovrastima sono oggi inferiori ai rischi di una sottostima della crescita effettiva della spesa sul territorio». Una delle maggiori incognite è la ripresa  del turismo a livelli significativi.

«La spesa sostenuta dagli stranieri, che nel 2019 rappresentava oltre il 4% dei consumi sul territorio nazionale, ha registrato nel 2020 una riduzione complessiva di circa 27 miliardi (-60,4%)». Il fenomeno ha colpito in misura più rilevante le regioni del Centro-Nord (-23 miliardi circa), territori nei quali l’incidenza di questa voce sulla spesa è storicamente più elevata (nella foto, shopping nel Quadrilatero di Milano).

e.f.
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