UN'ANALISI DI PWC SUL PAESE

Cina: incentivi fino a 139mila euro per chi apre un negozio a Chongqing

Tornano i buyer internazionali alla fashion week milanese ma non i cinesi, che vanno tuttora incentivati a comprare il made in Italy a casa loro.

Come emerge dall'analisi di PwC Milano 2022: la moda che resiste, nel 2021 le vendite interne hanno contribuito per il 65,4% alla crescita economica della Cina e il totale delle vendite al dettaglio di beni di consumo ha raggiunto i 6.138 triliardi di euro, +12,5% sul 2020, con un tasso medio di crescita del 3,9% nei due anni.

Se ci si focalizza sul fashion (abbigliamento, calzature, cappelli e maglieria) si parla di circa 193 miliardi di euro. Notevoli anche i dati relativi alle vendite al dettaglio online, che si sono attestate a 1.823 triliardi di euro (+14,1%), di cui 1.505 triliardi relativi ai beni fisici.

Tra le megalopoli più dinamiche spicca Chongqing, che con i suoi oltre 32 milioni di residenti ha generato 387 miliardi di euro nel 2020 e nella prima metà del 2021 2021 si è piazzata ottava nella spesa per consumi pro capite. A Chongqing hanno sede 14 delle più grandi aziende cinesi e da oltre un decennio sono presenti flagship di griffe come Louis Vuitton e Gucci.

Importante segnalare che i marchi nazionali e locali che scelgono questa città per aprire il loro primo negozio nel Paese di Xi Jinping  possono ricevere un incentivo finanziario fino a 139mila euro.

Altro polo in crescita per i consumi è Hainan, dove l'anno scorso sono stati commercializzati 53 milioni di articoli, per un valore di 8 miliardi di euro, destinati a balzare a 41,4 miliardi nel 2025.

Sull'isola sono presenti dieci negozi duty free - che ospitano più di 720 brand su un'area commerciale di 220mila metri quadri -, il cui sell out durante le festività dal 31 gennaio al 6 febbraio ha fatto un balzo del +151% su base annua, arrivando a circa 290 milioni di euro.

«Tutti dati che forniscono indicazioni preziose per i ceo del fashion italiano, chiamati a presidiare il mercato domestico cinese per fare fronte alle limitazioni che tuttora influiscono sui flussi turistici d'ingresso e uscita dalla nazione - osserva Erika Andreetta, partner di PwC Italia e consumer markets consulting leader -. Oltre al potenziamento di strategie di e-commerce efficaci per raggiungere digitalmente i consumatori, sarà sempre più necessario essere presenti fisicamente in Cina con punti vendita, anche grazie all'incentivo da 139mila euro previsto a Chongqing».

a.b.
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