Un'indagine di Confindustria Moda

Tessile, moda e accessorio: 2021 oltre le attese, ma ripartenza in fase critica

Sulla base dei dati preconsuntivi esaminati da Confindustria Moda, il tessile, moda e accessorio chiude il 2021 con un fatturato di 91,7 miliardi di euro, registrando una crescita oltre le attese del settore del 22% rispetto al 2020, ma con un -6,4% ancora da colmare rispetto al 2019, quando le vendite avevano superato i 98 miliardi.

Dai risultati dell’ottava indagine del'associazione di categoria, relativa all’impatto del Covid sulle imprese del comparto, emerge inoltre che i ricavi nel primo trimestre del 2022 stanno realizzando un trend di crescita del 14% rispetto allo stesso periodo del 2021. Nei primi mesi di quest'anno è diminuito il ricorso delle imprese alla Cig e quasi un quarto del campione pensa di incrementare il proprio organico nei 12 mesi (il 62% intende mantenerlo invariato).

Tuttavia, per oltre sette aziende su 10 l’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia minaccia la ripresa.

«Il settore – commenta Cirillo Marcolin, presidente di Confindustria Moda (nella foto) - è in una fase di ripartenza molto delicata. Le nostre imprese si avvicinano ai livelli del 2019 e tornano a creare posti di lavoro nel Paese, ma il balzo dei costi rischia di essere una grave minaccia, specialmente per le aziende più energivore a monte della filiera».

«Affinché questi fattori non vadano a danneggiare il quadro positivo che si sta faticosamente creando - prosegue - è necessario attivare azioni sinergiche con il governo, utilizzando i fondi del Pnrr in maniera strategica. È fondamentale che l’allocazione delle risorse veda premiati quei progetti strutturali che portano le aziende a innovarsi, mettendole in condizione di fare investimenti atti a creare ricchezza e valore nel tempo. Come Confindustria Moda abbiamo un confronto aperto e costruttivo con il l'esecutivo, che ci permette di valorizzare queste tematiche importanti».

«Ancora una volta - conclude il presidente - occorre ribadire che, per far crescere la competitività della moda a livello globale, è fondamentale che le nostre Pmi rafforzino la struttura economico-finanziaria attraverso i vari strumenti che la legge mette a disposizione. Inoltre, il fashion nazionale deve parlare alle istituzioni e al mondo intero con un’unica voce: solo lavorando all’unisono possiamo veramente mettere in luce il nostro valore, facendo crescere il nostro settore e il sistema Paese nel suo complesso».

e.f.
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