Le previsioni di Confcommercio

Allarme sul caro-prezzi: a rischio 5,3 miliardi di consumi

S.o.s. inflazione. Un’eventuale fiammata inflazionistica negli ultimi mesi di quest’anno potrebbe ridurre fortemente i consumi delle famiglie, andando a impattare anche sugli acquisti di Natale e dunque rallentare la crescita nel 2022.

A lanciare l’alert è Confcommercio, che nel caso di un aumento medio dei prezzi del 3% stima una perdita di circa 2,7 miliardi di euro di consumi, che potrebbero arrivare fino a 5,3 miliardi nell’ipotesi, non così remota, di un’inflazione al 4%.

In entrambi i casi, come sottolinea l’ufficio studi dell’associazione dei commercianti, quasi i tre quarti della perdita deriverebbero da un'immediata riduzione del potere d'acquisto del reddito disponibile, il resto dall'erosione della ricchezza finanziaria detenuta in forma liquida.

Su questa contrazione dei consumi pesa tra l’altro anche l'aumento delle spese obbligate per il rincaro dei prezzi dell'energia, che si è già trasferito sulle bollette di luce e gas, nonostante i sostegni stanziati dal Governo per attutire in parte gli effetti di tali rialzi.

«Il rischio è quello di rallentare la crescita del Paese», avverte il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che chiede quindi di «utilizzare presto e bene le risorse del Pnrr e iniziare a ridurre finalmente la pressione fiscale su famiglie e imprese, a partire dal costo del lavoro».



a.t.
stats