a ridosso del labour day

Hermès investe sulla Cina e sul retail fisico: apre il flagship di Pechino

Dopo che un ricco imprenditore giapponese dell'e-commerce di moda, appassionato di ceramiche del XVI secolo, ha chiesto e ottenuto da Rolls Royce di avere un'auto unica e irripetibile - che la casa automobilistica ha realizzato con Hermès e chiamato Oribe -, il legame tra la griffe francese e il Far East è ancora sotto i riflettori.

Apre infatti oggi, 30 aprile, un flagship Hermès nel China World Trade Centre di Pechino. Uno spazio di 900 metri quadri distribuiti su due piani, il cui concept basato sull'esperienzialità si ispira sia all'heritage artistico locale, sia allo store parigino di Faubourg Saint-Honoré. Cattura l'attenzione la facciata alta 11 metri, ispirata alle foreste di bambù.

Una data scelta non a caso: infatti la festa del Primo Maggio dà il via nella Repubblica Popolare a un lungo ponte (fino al 5), in cui il governo ha previsto si sposteranno da una parte all'altra del Paese 265 milioni di persone. Un test per capire l'impatto del revenge shopping, spinto dalla campagna vaccinale.

Protagonisti nel flagship i 16 "métiers" della maison - inclusi gioielli, orologi e la collezione home - valorizzati per quanto riguarda l'interno dal progetto dello studio di architettura Rdai di Parigi, concepito per comunicare un senso di leggerezza e tranquillità. Fondamentale il contributo degli artisti locali, artefici di mobili e mosaici sui pavimenti della terrazza. 

D'impatto l'imponente scala, circondata da una parete in gesso con effetti 3D, ma anche il trittico realizzato dall'artista francese Jean-Louis Sauvat e l'illustrazione dell'artista cinese Li Xin nell'area profumi. 

Prodotti speciali sono stati pensati per questa inaugurazione: in particolare, due borse Kelly 25 con il motivo dell'Eperon d'Or intarsiato nella pelle e il foulard in seta Coup de Fouet Tattoo.

Pochi giorni fa la casa di moda ha presentato una trimestrale all'insegna di performance superiori alle attese degli analisti: le vendite si sono portate a 2,1 miliardi di euro (+44% sullo stesso periodo del 2020 e +33% sul 2019), con un +94% in Asia, Giappone escluso. La Greater China è stata una dei driver di crescita, insieme a Corea, Thailandia, Singapore e Australia.

Non a caso a marzo Hermès ha scelto l'altra metropoli emblematica della Cina, Shanghai, per presentare alla clientela il bakcstage della collezione uomo SS 21.

Il 4 maggio è prevista l'assemblea generale degli azionisti, mentre il 30 luglio sarà resa nota la semestrale.

A cura della redazione
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