Uno studio Boston Consulting e Altagamma/02

Il lusso di seconda mano vale il 7% e crescerà più veloce del mercato

Se globalmente il mercato dei beni personali di lusso ha raggiunto nel 2018 quota 330 miliardi di euro, in aumento del 3%, quello delle proposte di seconda mano si aggira intorno ai 22 miliardi (quasi il 7%) e nei prossimi anni è destinato a crescere del 12%, ossia quattro volte più del 3% stimato per l'intero comparto.

Il second-hand, che salirà a 31 miliardi già nel 2021, è uno dei trend su cui scommettono Boston Consulting e Altagamma, che oggi a Milano hanno presentato lo studio True-Luxury Global Consumer Insight.

Secondo l'analisi, il fenomeno riguarda in buona parte le borse (40% degli acquisti) ed è trainato dall’online.

Tra i marchi più interessati da questa macrotendenza spiccano colossi come Chanel, Louis Vuitton, Gucci, Burberry e Dior - primi cinque nella classifica delle griffe acquistate - mentre tra i brand outsider, con fatturati meno consistenti, fanno furore Alexander McQueen e Balenciaga.

All’origine della vintage mania c’è da un lato la ricerca di un rapporto più conveniente tra qualità e prezzo, unita alla passione per pezzi introvabili o vintage, ma dall’altro anche l’intenzione di adottare comportamenti più sostenibili. Tra le motivazioni anche quello di finanziare nuovi acquisti (21%).

Uno degli effetti derivanti dal successo del mercato del second hand è che sale il numero degli acquirenti del lusso che prima di fare shopping si interroga sulle potenzialità di un brand di essere rivenduto: ormai il 60% dei consumatori più giovani considera questo fattore come determinante. Un dato questo che formisce una prospettiva rosea per il futoro dell'usato in questo settore.

Foto courtesy Vestiaire Collective

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